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Genovese: “mio Ddl unica proposta per salvare il Papardo”. Scettici i sindacati

Per Luigi Genovese il suo Ddl e’ l’unica proposta per salvare il Papardo. Scettici i sindacati di Giovanni Frazzica*

La presentazione del DDL, rinominato da alcuni organi stampa “Salva Papardo”, ha innescato varie reazioni a catena. Non sono mancate, come prevedibile, alcune esternazioni critiche. “Legittime – scrive l’on. Genovese – ma al contempo potenzialmente fuorvianti, perché rischiano di svilire il valore di un’azione politica le cui finalità sono rivolte esclusivamente alla necessità di soddisfare i livelli di domanda assistenziale del comune e della provincia di Messina. Questo è lo scopo del disegno di legge. É bene chiarirlo una volta per tutte, per incenerire sul nascere ogni sorta di speculazione messa in campo da chi, probabilmente, è spinto dalla necessità di alzare i toni e rivendicare una posizione all’interno di un dibattitto che ruota attorno a una vicenda molto delicata. Questi vecchi “schemi” – in cui non posso riconoscermi – rischiano di paralizzare un iter che invece andrebbe perseguito con determinazione in un arco temporale ragionevole. Non c’è molto tempo l’applicazione del decreto Balduzzi – dovrà entrare in vigore entro il 31 dicembre 2018 – qualora non vi sia un’inversione di rotta rispetto all’attuale condizione in cui versa l’ospedale “Papardo”, si tradurrà nella morte dello stesso. Del resto, è un’evidenza molto netta la constatazione che l’azienda oggetto del Ddl, negli ultimi anni in particolare, sia stata vittima di un declino economico, professionale, strutturale. Una realtà in cui, a fronte di evidenti eccellenze specialistiche, emergono criticità fondamentali – su tutte il forte indebitamento – per superare le quali è necessario un intervento strutturale mirato. Dinnanzi a questo scenario – continua il giovane parlamentare di FI – non va trascurato un dettaglio, la forte sperequazione nella distribuzione dei posti letto fra Messina e la provincia: una forbice che dovrà restringersi a vantaggio della seconda. Non serve scomodare nessun profeta per prefigurare la possibilità che il “Papardo” venga trasformato in “bancomat” di posti letto. Un “prelievo”, quello a cui potremmo assistere, giustificato, per così dire, dall’eliminazione dei doppioni imposta dal decreto Balduzzi. In teoria esistono solo due strade percorribili: la prima è la possibilità che al “Papardo” venga riconosciuto un Dea di II livello, per ottenere il quale sarebbe necessario un ampiamento delle funzioni di più alta qualificazione e un conseguenziale aumento di posti letto, che invece il decreto Balduzzi impone di ridurre. La seconda, meno fumosa, è probabilmente l’unica via che possa garantire la continuità della struttura: l’accorpamento ad un’altra azienda sanitaria. La struttura che per caratteristiche meglio si presta a fondersi con il Papardo è, appunto, l’IRCCS. Il decreto Balduzzi prevede la soppressione dei doppioni, e in tal senso l’accorpamento tra “Papardo” e IRCCS sarebbe la soluzione più semplice, presentando le due strutture un numero esiguo di doppioni, cioè di reparti aventi la stessa funzione operativa. Preso atto di questo scenario, ho ritenuto doveroso, col supporto della quasi totalità dei componenti del gruppo parlamentare di FI, gettare le basi per la creazione di un percorso sostenibile che pone al centro il paziente e la domanda di salute. Il Ddl è suscettibile di perfezionamento e in tale ottica sono disposto ad accogliere eventuali input finalizzati al miglioramento dell’iniziativa. Il Ddl “Salva Papardo”, allo stato attuale, è l’unica iniziativa tangibile esistente sul tema. Come ho già evidenziato, sono disposto ad interloquire per migliorare, laddove possibile, la proposta legislativa nell’interesse esclusivo dei cittadini. Quanto alla richiesta di ritirare il disegno di legge, sono assolutamente disposto a farlo, ma solo a fronte di una proposta migliore, che, al momento, non esiste. «Quello dell’accorpamento tra Papardo e Piemonte è ancora una ipotesi». È il commento lapidario di Gigi Caracausi, reggente della Cisl Funzione Pubblica di Messina e di Gianplacido De Luca, segretario generale della Cisl Medici Messina sul dibattito alimentato in città dalla presentazione della proposta di legge per la fusione delle due strutture ospedaliere. «Abbiamo bisogno di capire dal Governo e dall’Assessore regionale quali siano le reali intenzioni. Se il Governo ci dirà che è un’ipotesi concreta faremo una consultazione con i lavoratori delle strutture interessate perché esprimano loro stessi una posizione. Quel che è certo è che non possono essere sempre i lavoratori a pagare decisioni che cambiano a stretto giro di posta. Ma per questo bisogna che il Governo regionale fughi qualsiasi dubbio sulle sue reali intenzioni per le due strutture messinesi. Solo dopo, con il quadro concreto e reale, si potranno fare delle serie valutazioni ed eventualmente presentare anche le nostre proposte». In precedenza sul tema erano intervenute anche la Uil e l’Anao dicendo:”Il Papardo non si tocca! NO al “Risiko” degli Ospedali”. Una forza politica di maggioranza, dicono i sindacati, ha presentato un disegno di legge, al fine di accorpare l’Azienda Ospedaliera Papardo all’IRCCS, facendo apparire tale accorpamento come la migliore soluzione possibile per salvare l’Ospedale Papardo da un sicuro declino designato dalla politica siciliana durante il governo Crocetta. Inoltre sono state declassate ben 7 Strutture Complesse di cui alcune di riferimento regionale, quale ad esempio Dermatologia e Malattie Infettive, consentendo il mantenimento delle stesse al Policlinico Universitario di Messina sol per garantire l’accreditamento delle scuole di specializzazione, a prescindere dalla necessaria ed obbligatoria (ai sensi del D.M. n. 70/2015) comparazione delle unità operative interessate, in merito a produttività, numero di ricoveri e livello di DRG. Per difendere l’Ospedale Papardo da questa grave spoliazione la UIL, la UIL-FPL e l’ANAAO-ASSOMED, nei mesi scorsi, hanno avviato tutte una serie di iniziative, quali ad esempio: la raccolta, in pochissimi giorni, di circa 4.000 firme a sostegno della Petizione inoltrata alle varie Autorità, Assemblee popolari, conferenze stampa, Assemblee del Personale del Papardo e per ultimo una formale richiesta di incontro al nuovo Assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, purtroppo, a tutt’oggi senza alcun positivo riscontro. La UIL, la UIL-FPL e l’ANAAO-ASSOMED dicono NO al Disegno di Legge di “Modifica dell’art. 8 della L.R. n.5 del 14 aprile 2009” presentato all’ARS da alcuni deputati di Forza Italia, prendiamo questa chiara posizione intanto perché, preliminarmente l’accorpamento di una Azienda Ospedaliera, dove si produce salute, non è in alcun modo assimilabile a qualunque altra Azienda non sanitaria e quindi non deve rispondere a criteri che, e ne abbiamo esempi eclatanti in questi ultimi anni, somigliano a “risiko” bancari o industriali. La premessa del Disegno di Legge è in sé una clamorosa conferma della ridotta sensibilità che, intorno alla questione del declassamento del Papardo, hanno mostrato molti esponenti politici della Città Metropolitana di Messina. Affermare, infatti, che l’accorpamento si fa perché sono state tolte e declassate molte unità operative, strategiche per garantire i corretti percorsi assistenziali e mantenere i LEA per i cittadini, equivale, ci sia consentito, ad essere blasfemi all’interno di un luogo di culto. La vera battaglia sulla quale saremo in prima linea, riguarda l’impegno a coinvolgere i politici messinesi a non sostenere e respingere questo Disegno di Legge, e, al contempo, a difendere l’Ospedale Papardo affinché lo stesso possa riacquistare la dignità di DEA di 2° livello: un riconoscimento che gli spetta per la complessità e la completezza delle sue strutture assistenziali. Un Ospedale, unico nel bacino di Messina, in cui è presente Cardiochirurgia a completare il percorso diagnostico terapeutico delle malattie cardiovascolari, in cui certamente non vi è il Polo Oncologico (e di questo presto o tardi l’Unione Europea chiederà conto alla Sicilia ed all’Italia), ma nel quale vi sono strutture che garantiscono diagnostica e terapia ai massimi livelli nello specifico settore; ma, ancora, si tratta di un nosocomio nel quale si trovano strutture di Riferimento Regionale per malattie come l’HIV e la Psoriasi, ed ancora la Centrale Operativa del 118 con Elisoccorso. L’Ospedale Papardo oggi è sostenuto dalla professionalità dei dirigenti e di tutto il personale sanitario che opera sempre di più in un clima di emergenza per le dotazioni organiche ridotte e per pesanti turni di lavoro. Per UIL, UIL FPL e ANAAO-ASSOMED si apre una stagione che punta non solo alla salvezza del Papardo, ma al suo indispensabile rilancio per offrire un servizio indispensabile a favore della collettività siciliana e calabrese. Si resta in attesa di una risposta dalle Istituzioni e soprattutto dal Presidente della Regione e dal Suo Assessore alla Salute, ma anche di un pronunciamento di quelle componenti che fino ad ora hanno taciuto.

  • tratto da “i Vespri”

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