editoriale

Elezioni, Messina caput mundi, c’è il Ponte di Giovanni Frazzica

Elezioni, Messina caput mundi, c’è il Ponte di Giovanni Frazzica

Il primo a suonare la carica a favore del Ponte sullo Stretto di Messina è Silvio Berlusconi che dice: “È la prima cosa da fare”, del resto è stato sempre un suo cavallo di battaglia e nessuno può fargli dei rilievi. In Sicilia il tema adesso è rilanciato dall’attuale Presidente Nello Musumeci mentre l’ex Cavaliere ne torna a parlare dai microfoni di Telelombardia:”Serve un grande piano per il Sud – dice Berlusconi – soprattutto per le infrastrutture. Sono stato in Sicilia ed ho trovato un disastro, è una regione in agonia. Ci vuole un piano Marshall apposta per la Sicilia. Il Ponte sullo Stretto è la prima cosa da fare. Fosse per noi l’avevamo già fatto. Quando è arrivata la sinistra al governo, con il ministro Antonio Di Pietro, per non fare in modo che passasse alla storia come il ponte di Silvio, hanno pagato un mare di penali alle imprese con cui avevamo fatto gli appalti”. Berlusconi durante la campagna elettorale per le Regionali evocando un “piano Marshall” per le infrastrutture nell’Isola: “In Sicilia – aveva detto l’ex Cavaliere, quasi usando le stesse parole – non funziona nulla, ci sono autostrade che sono state progettate da anni ma ancora non ci sono appalti, manca il contatto con l’Ue e con l’Italia. Manca il Ponte sullo stretto, il mio governo l’aveva progettato ma poi è arrivata la sinistra e ha pensato che siccome avrebbe potuto portare il mio nome non possiamo farlo. Io ho promesso che per quando saremo al governo faremo un grande piano Marshall da 3 a 5 miliardi per la Sicilia per farla risorgere”. Di parere opposto il sindaco Accorinti, già in campagna elettorale per le comunali, che mette sul piatto il solito disco rotto: “Mi indigno quando sento parlare ancora dopo anni del Ponte sullo Stretto. E’ un’opera gigantesca e inutile che dovrebbe sorgere in una delle zone a più alto rischio sismico del Mediterraneo”. Continua Renato Accorinti dopo che l’argomento è tornato in auge per la campagna elettorale. “Alla Sicilia servono ferrovie, porti, aeroporti, autostrade perché negli ultimi 150 anni il divario con il resto del Paese è cresciuto. Dopo Salerno le ferrovie non esistono più e in molti tratti c’è ancora il binario unico”. Chi scopre invece un lato inedito della questione è lo studioso messinese Pippo Pracanica che tira fuori argomenti che chiamano in causa il grande parlamentare comunista Pancrazio De Pasquale, svelando il suo interesse per il Ponte. Ecco cosa scrive Pracanica: Il ponte sullo Stretto: quando i comunisti erano persone serie (dedicato a tutti coloro che non sapendo come dimostrare di essere di sinistra pensano di risolvere facilmente il problema dichiarandosi ideologicamente contro il Ponte).  “Un’altra questione riguarda il Ponte sullo Stretto di Messina, per il quale la risoluzione presentata da Pancrazio De Pasquale ha dato vita ad un rapporto della commissione trasporti approvato dal Parlamento. – 23 febbraio 1983 – Oggetto: progettazione di un collegamento stabile sullo stretto di Mes­sina. II Parlamento europeo,

  1. conscio dell’importanza che riveste per le zone periferiche ed insulari un collegamento rapido ed efficiente con le aree centrali della Comunità;
  2. sottolineando le conseguenze positive di una moderna struttu­ra di trasporto quale fattore di sviluppo regionale, economico e sociale, così come peraltro previsto nell’ambito della stessa politica regionale comunitaria;
  3. convinto che una adeguata soluzione al problema del collega­mento fra la Sicilia e il continente sia nell’interesse di tutta la Comuni­tà, affinchè vengano superate al suo interno quelle strozzature che in­cidono gravemente su un’effettiva integrazione dei mercati;
  4. considerando il «programma sperimentale in materia di infrastrut-ture di trasporto» presentato dalla Commissione CEE il 10 dicembre 1982;
  5. si rammarica che la Commissione CEE non abbia inserito la co­struzione di un collegamento stabile sopra lo Stretto di Messina nel «pro­gramma sperimentale in materia di infrastruttura di trasporto» e deplo­ra che lo Stato membro interessato non abbia previsto tale progetto nel­l’elenco presentato alla Commissione;
  6. chiede in particolare che la Commissione avvii al più presto, in collaborazione con lo Stato membro, uno studio per la progettazione delle infrastrutture di collegamento fra la Sicilia e il continente;
  7. ritiene che la realizzazione di tale opera rappresenti un fatto con­creto nel superamento degli squilibri regionali oggi esistenti, dal momento che favorisce lo sviluppo e l’integrazione economica di una zona parti­colarmente svantaggiata della Comunità;
  8. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio e agli Stati membri interessati.

Prendo la parola per rivolgere alla Commissione Trasporti e partico­larmente all’on. Klinkenborg il più vivo apprezzamento, non solo mio, ma anche dei più vasti ambienti politici, sindacali, imprenditoriali della Sicilia, per lo scrupolo e la serietà con cui ha trattato, i complessi pro­blemi concernenti il progetto di un collegamento stabile, viario e ferro­viario, tra la Sicilia e il Continente Europeo. Egli ha dimostrato con dati di fatto e sulla base di un attento esame condotto in loco, l’interesse comunitario alla realizzazione di questa gran­de opera, mettendo in luce la erroneità delle conclusioni cui era perve­nuta la Commissione, sulla base di valutazioni superficiali sommarie ed inattendibili. Dopo il voto del Parlamento la Commissione dovrà rivedere il suo giu­dizio negativo e contribuire direttamente alla preparazione e alla esecu­zione del progetto.

Infine, dopo il no secco e grossolano di Giancarlo Cancelleri del M5S, arriva la dichiarazione del sottosegretario Claudio De Vincenti: “Il Ponte sullo Stretto è un argomento che non può essere trattato in termini di slogan elettorali . E’ un’ipotesi che può essere interessante, ma bisogna lavorarci sopra”. Lo ha detto De Vincenti, intervenendo a Lamezia Terme. “Prima di tutto – ha aggiunto De Vincenti – bisogna mettere a posto le infrastrutture in Calabria ed in Sicilia. Una volta fatto questo, vediamo il modo migliore per collegare la Sicilia al Continente ed il Ponte sullo Stretto è una delle possibili infrastrutture per raggiungere questo risultato”. Praticamente ha detto no al Ponte. (tratto da “i Vespri”)

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