attualità primo piano

I HAVE A DREAM di Massimo Ruta

                     I HAVE A DREAM di Massimo Ruta

Come tutte le domeniche, qualche giorno fa mi trovavo nei pressi dei laghi di Ganzirri e, mentre passeggiavo, ho notato qualcosa di strano. Dove prima c’erano gli uffici di una frequentatissima banca della zona, adesso solo una bottega sfitta e vuota. Tempo dopo ho scoperto che anche la filiale MPS della Panoramica aveva chiuso! L’argomento mi ha incuriosito e parlandone con amici e conoscenti vengo a sapere che diverse filiali di altri istituti bancari avevano da poco chiuso battenti.

Ho riflettuto e mi sono detto: “Le banche esistono (principalmente) per gestire i depositi dei cittadini, ma se queste chiudono, allora vuol dire che non circolano più soldi?!?!?

Effettivamente, pensandoci bene, già da diversi anni molte attività commerciali a Messina (alcune anche storiche) sono costrette a chiudere battenti per i più svariati motivi: pressione fiscale, affitti esagerati, incombenze gestionali e probabilmente anche insufficienza della clientela.

Con questo pensiero mi sono addormentato ed ho fatto un sogno (della serie “I have a dream…”).

Ho sognato che passeggiando (stavolta a Piazza Cairoli) vedevo, seduti in una panchina sotto ad un albero, un gruppo di persone distinte e per bene, tra cui il Sindaco, il Prefetto, il presidente della Confcommercio ed altre personalità influenti nell’ambito dell’amministrazione pubblica.

Ebbene li vedevo discutere in maniera molto amichevole ma nello stesso tempo accorati ed amareggiati perché bisognava trovare al più presto la soluzione per rilanciare l’economia messinese e per arginare “la fuga di denaro” dal territorio, presso centri commerciali di Catania o Milazzo. Ad un certo punto li ho visti abbracciarsi sorridenti e soddisfatti: “Bene signori! Abbiamo trovato la soluzione!”. Incuriosito mi avvicinavo chiedendo loro di poter partecipare al discorso e ascoltare le loro autorevoli conclusioni.

Abbiamo trovato il modo per aiutare i nostri commercianti a continuare a sopravvivere”. “Non avevo dubbi” rispondevo, “le persone intelligenti e di buon senso trovano sempre una soluzione a qualunque problema”.

Potremmo provare a dare 1/3 della 13°esima e la totalità degli straordinari in buoni acquisto spendibili solo presso gli esercizi commerciali messinesi”.

Svegliatomi, ho iniziato la mia giornata di lavoro con l’animo di chi pensa: “l’ennesimo sogno finito in aria senza una conclusione sensata”. Ma per non so quale strano motivo continuavo a ripensare e rimuginare su questi buoni acquisto. Più ci riflettevo e ci rifletto tuttora e più mi rendo conto che dopotutto non sarebbe poi una così cattiva idea. Di fatto, esistono già i buoni pasto, che fanno girare parecchie migliaia di euro nelle casse dei nostri commercianti e che vengono incontro alle necessità di migliaia di consumatori messinesi.

Se ipotizziamo una 13esima media dell’importo di 1200,00 euro  e pensiamo di corrispondere al lavoratore 1/3 del suo salario in buoni acquisto utilizzabili presso quelle attività commerciali che ne riconoscono la validità, si farebbe sì che il consumatore  avrebbe in mano un valore di circa 400 euro che gli garantirebbe comunque la possibilità di  acquistare beni di prima necessità (e non solo) e il commerciante trarrà comunque il suo vantaggio nel momento in cui otterrà il rimborso dei buoni, insieme alla possibilità di fidelizzare una certa clientela.

Sappiamo che ogni anno è sempre più difficile per le varie ragionerie reperire i fondi per pagare ai dipendenti quanto dovuto (stipendi, tredicesime, straordinari..). Sicuramente ci sarebbe una prima fase organizzativa più impegnativa ma in momento di piena emergenza se una soluzione c’è, è bene valutarla e in caso attuarla. Con questa iniziativa i dipendenti sarebbero comunque retribuiti e gli enti pubblici sarebbero agevolati nel reperire nei giusti tempi tali somme. In fondo in un’era in cui si è realizzata la Criptovaluta (basti pensare che il governo venezuelano sta seriamente pensando di superare la crisi economica creando PETRO, una criptovaluta di stato), non dovrebbe essere tanto difficile realizzare dei buoni d’acquisto, tanto più che ai cittadini vengono sempre richiesti tanti sacrifici economici, per una volta sarebbe bello ed opportuno dare loro un segnale di buona volontà e di collaborazione da parte delle istituzioni locali.

MI piace citare la frase di un amico che ripete sempre: “Se vuoi vedere le cose cambiare attorno a te, devi prima fare tu qualcosa diverso e innovativo”.

Il mio desiderio è che i nostri figli abbiano la possibilità di lavorare e vivere dignitosamente nella nostra città, invece che cercare lavoro all’estero lasciando lo stato delle cose nella loro città d’origine purtroppo invariato. Spero profondamente che questo si concretizzi e non rimanga soltanto un sogno.

(I have a dream, appunto).                                                                                                                        

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *