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I candidati a sindaco interferiscono con le elezioni politiche di Giovanni Frazzica

I candidati a sindaco interferiscono con le elezioni politiche di Giovanni Frazzica*

L’anno 2018 cambierà il volto di Messina, sia dal punto di vista politico che da  quello amministrativo. Almeno così si spera e sullo sfondo c’è anche la probabilità che entro il primo  semestre dell’anno si possano tenere le elezioni per la Città Metropolitana. Le manovre per determinare gli assetti delle varie deputazioni parlamentari fanno registrare, fino a questo momento, un convulso movimento di cambi di casacca e l’appalesarsi di parentele aventi come obiettivo la conservazione del quadro politico esistente adattandolo alle regole del “rosatellum”. In attesa di vedere i nomi veri che usciranno dalle consultazioni dei partiti che si tengono prevalentemente tra Roma e Palermo, si ritiene che per la città il 2018 potrebbe essere comunque un anno importante ai fini del cambiamento della compagine che amministra il Comune. A tutt’oggi coloro che direttamente o indirettamente sono o appaiono candidati alla carica di sindaco sono: Renato Accorinti, Cateno De Luca, Pippo Trischitta, Giovanni Ardizzone, Daniele Zuccarello, Enrico Spicuzza e Michele Limosani (sostenuto dall’Università).  Tuttavia questo corposo elenco non è completo. Si attende l’ingresso di qualche nome di diretta emanazione del gruppo genovesiano, forse una donna, potrebbe essere l’attuale Presidente del Consiglio comunale Emilia Barrile, se non andrà in lista alle nazionali. Di donne che fanno parlare di se, ufficiosamente, in queste ore ce ne sono diverse. Una tra tutte Elisabetta Formica, figlia del parlamentare di lungo corso Santi Formica, non rieletto (dopo cinque legislature consecutive) alle regionali del 5 novembre. Elisabetta, assolutamente neofita della politica, è stata proposta, forse anche a sua insaputa, al collegio uninominale di Barcellona per il Centrodestra, con l’intento forse di creare un elemento di compensazione rispetto all’impegno senza successo del padre. Motivazione evidentemente non gradita per chi ritiene di aver vinto le elezioni e vuole consolidare il proprio risultato, mentre legge questa candidatura, totalmente inventata, come un tentativo di mantenere il proprio potere ad ogni costo. E’ chiaro quindi che il malcontento, che ha il suo epicentro conclamato a Barcellona, è estremamente contagioso ed è trasversale. Ci sono coalizioni che hanno molti voti e molti candidati che vogliono essere collocati in posizioni utili, ci sono partiti che hanno pochissimi con potenziali candidati interessati solo ad avere la garanzia del primo posto, l’unico che può dare un minimo di probabilità di riuscita. Qualcuno pare che abbia chiesto anche la doppia garanzia: collegio uninominale ed in più il primo posto al proporzionale, dove, a complicare la vita agli addetti ai lavori, c’è la famosa alternanza uomo donna. Alle nostre latitudini i partiti che abitualmente si muovono in modalità maschilista, quando arrivano alle scadenze elettorali, sono sistematicamente impreparati. Questo spiega perché, anche questa volta, si arriverà a figlie, mogli, cognate etc. come stato di necessità, salvo poi a imbastire un rosario di critiche che durerà per i prossimi mesi. Per ovviare alla carenza di personale femminile politicizzato pare che Forza Italia farà correre come capolista, dove sarà possibile, l’on. Stefania Prestigiacomo, ex ministro, che in seguito si dimetterà, optando ovviamente per il suo collegio di Siracusa. Del resto in provincia di Messina, da questo punto di vista, Forza Italia dispone di un’altra importante risorsa: si tratta dell’on. Mariella Gullo, eletta nelle liste del Pd e transitata in FI al seguito di Francantonio Genovese. Ecco, con la Gullo e la Prestigiacomo, il Commissario Gianfranco Miccichè potrà risolvere facilmente il problema “uomo-donna”. Mentre come notizia da verificare viene fuori (dopo 15 anni di assenza dalla scena politica) il nome di Urania Papatheu che negli anni 61 a zero della Sicilia guidata da Gianfranco Miccichè ebbe ruoli importanti a Messina. Ora potrebbe esserela capolista di Forza Italia al proporzionale del Senato (il listino blindato) per la Sicilia Orientale. Dunque la Papatheu, vicina a Miccichè, potrebbe rappresentare per Messina un ritorno essendo stata, durante la sindacatura Buzzanca,  commissaria dell’Ente Fiera. In quella veste organizzò numerose iniziative fino a quando, nel 2005 fu arrestata con le accuse di peculato per una serie di spese per trasferte e missioni. Ma nel 2011 per 9 di quelle accuse  fu assolta, mentre restò in piedi solo la condanna di primo grado per l’utilizzo della carta di credito dell’Ente.  Ora per Miccichè restano da sciogliere i nodi sostanzialmente politici (quelli che riguardano i pezzi da 90 del partito) e, dovendo lavorare per sentito dire, in quanto gli incontri si svolgono nella massima segretezza, riteniamo che il neo Presidente dell’Ars potrà portare a Roma, certamente non per colpa sua, soltanto un prodotto semi-lavorato. La sistemazione del “quadro messinese di Forza Italia” questa volta verrà fatta a Roma se non ad Arcore. Liberi e Uguali intanto ha già risolto i suoi problemi lanciando per tempo le candidature di Gabriele Siracusano (Senato) e di Flavia Timbro (uninominale). Lega, Diventerà bellissima, Cinque stelle e Fratelli d’Italia ancora non pervenuti. Nell’Udc stanno lavorando alacremente per mettere su anche in provincia di Messina la cosiddetta “quarta gamba” della Coalizione di Centrodestra e potrebbe venir fuori qualche sorpresa veramente interessante.

  • già pubblicato da “i Vespri”

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