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Se la matematica non è un’opinione… di Cosimo Recupero

Se la matematica non è un’opinione … di Cosimo Recupero

La campagna elettorale per le politiche del 4 marzo è ormai entrata nel vivo. Con la legge elettorale partorita da quel geniaccio di Renzi per impiccarsi alla sua stessa mania di grandezza, non ha alcuna importanza che il termine per la presentazione delle liste non sia ancora chiuso. Tanto la sfida è tutta concentrata nei salotti televisivi e, potete scommetterci, vedremo pochissimi comizi nelle italiche piazze ed ancor meno candidati sfidarsi sui territori; chi dovrà essere eletto, si saprà fra qualche giorno, quando sarà finito lo squallido mercimonio del posizionamento in lista.

Nelle more, quindi, di mandare in scena il simulacro della democrazia, cioè quella finta tornata elettorale che Mussolini avrebbe (stavolta a ragione) definito “ludi cartacei”, ci dovremo sorbire le promesse più mirabolanti che vanno dall’abolizione del canone TV alla sempreverde riduzione delle tasse, fino alla riapertura delle case chiuse che, con la delocalizzazione avvenuta negli ultimi anni, forse resterebbero l’unico vero Made in Italy.

Ovviamente non potrà mancare un classico della bomba elettoralistica che ormai i francescani in Mercedes e brillantina ci propinano come un tormentone più snervante di Despacito: il reddito di cittadinanza.

Non c’è il minimo dubbio che in molti ci crederanno, così come hanno fatto negli ultimi anni. Finalmente, dimezzando gli stipendi dei parlamentari e togliendo il caviale dalla buvette di Montecitorio (come mi ha detto qualcuno su Facebook non più di tre giorni fa) i nostri fantastici eroi riusciranno a trovare le risorse per pagare un reddito a tutti e, finalmente, giustizia sarà fatta.

Beata ignoranza.

Proviamo a fare due calcoli, dunque, per vedere se quanto dicono Grillo e i suoi seguaci sia materialmente possibile.

Il calcolo è semplice. Nella proposta già depositata al Senato dai cinquestelle, per il reddito di cittadinanza verrebbero stanziati poco meno di diciassette miliardi di euro. La proposta dice che l’assegno mensile massimo sarebbe di 780 euro a persona al mese che, moltiplicato per dodici mesi, fa 9360 euro l’anno. Di Maio, poi, dice che la misura riguarderebbe nove milioni di persone, fra i disoccupati totali, che avrebbero diritto all’intero assegno, e persone con reddito inferiore a tale limite che si vedrebbero integrata la parte mancante.

Fino a qui, sembra tutto bello. Con qualunque boccalone parliate, quello penserà che, nei diciassette miliardi c’è spazio abbastanza per i suoi 9360 euro. Basta però fare una semplice moltiplicazione per accorgersi che, siccome i disoccupati totali sono quattro milioni, con un contributo di 9360 euro a testa, solo per loro, servirebbero già oltre trentasei miliardi di euro l’anno, Più del doppio di quanto stanziato. Senza contare le integrazioni che spetterebbero agli altri cinque milioni di aventi diritto. Si aggiunga anche l’altra super offerta da saldi di fine stagione. Oltre all’assegno, lo Stato dovrebbe provvedere anche a mettere su quella poderosa macchina organizzativa che dovrebbe formare i disoccupati e trovare loro un lavoro. La proposta è talmente strampalata sul piano dei numeri da far sembrare il Gatto e la Volpe di collodiana memoria una coppia di distinti signori e stimati consulenti finanziari.

Spulciando ancora la proposta di legge, scopriamo anche che il reddito di cittadinanza non sarebbe riservato solo agli italiani, ma anche a tutti i cittadini della UE. Fra questi, ovviamente, anche quegli zingari rumeni, ergo cittadini europei, cui non sembrerebbe vero di poter venire in Italia e, con schiere di figli, avere diritto ad un assegno annuale per nucleo familiare che, secondo le lettera della legge, potrebbe arrivare a 75.000 euro annui. Un vero paese dei balocchi, sempre per parlare di Pinocchio. Il tutto, ovviamente finanziato necessariamente con una stretta fiscale che colpirebbe le imprese già strozzate dalla crisi che sarebbero costrette ad aumentare i prezzi dei propri prodotti con il risultato immediato di indurre i vincitori del reddito di cittadinanza a comprare prodotti stranieri, più a buon mercato. Risultato? Il fallimento del paese nell’arco di uno o due anni.

Quindi, se la matematica non è un opinione, il consiglio è uno: non votare i grillini o chiunque dica che è tutto facile. Churchill fu uno dei più grandi leader politici del secolo scorso. Nei suoi comizi non prometteva soluzioni magiche ma lacrime e sangue. Fu per questo che gli inglesi gli credettero e il Regno Unito fu l’ultimo baluardo a resistere al dilagare di fascismo e nazismo. Meditate, gente. Meditate.

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