editoriale

Lunga vita a Gentiloni, se sopravvive ai sacchetti di Renzi

Lunga vita a Gentiloni, se sopravvive ai sacchetti di Renzi di Giovanni Frazzica

La vicenda dei sacchetti della frutta, imposti per legge nei supermercati e prodotti, a quanto si dice, in regime pressochè di monopolio da una imprenditrice vicina al Segretario del Pd Matteo Renzi, non fa bene alla tenuta politica del governo ed alle prospettive del premier.  Anche se la “Fine ordinata della legislatura” è stato l’obiettivo centrato, con lo scioglimento leggermente anticipato delle Camere, con una mossa concordata alla perfezione tra il Capo dello Stato Mattarella ed il Presidente del Consiglio Gentiloni. In fondo se questi ultimi dodici mesi passati da Paolo Gentiloni a Palazzo Chigi non sono stati sufficienti a risolvere tutte le incognite che gravano sull’Italia, sono riusciti a dare qualche segnale di vitalità del Paese, significativo per impostare una fase di ripresa e per costruire una prospettiva. Da più parti si è detto che Gentiloni potrebbe succedere a se stesso. E ciò è possibile, non solo nella fase pre elettorale, in cui il governo rimane in carica a Camere sciolte per il disbrigo degli affari correnti, ma anche dopo, fino a quando non si riuscirà a formare una nuova maggioranza parlamentare capace di sostenere un nuovo governo. Quindi i tempi di permanenza di Gentiloni al potere si potrebbero allungare a tempo indeterminato, se si considera che i sondaggi non attribuiscono alle urne la capacità di fornire una risposta immediata al problema della governabilità. Del resto in questo momento c’è un problema del genere in Germania, dove la Merkel gestisce gli affari correnti del suo Paese in attesa che si formi una maggioranza o che si torni a votare. Mattarella, puntando decisamente sullo scioglimento anticipato delle Camere, ha voluto evitare che una transizione dai tempi non prevedibili potesse essere gestita da un governo sfiduciato che avrebbe reso poco credibile l’Italia sulla scena internazionale, in un momento in cui c’è la necessità di affermare l’autorevolezza del Paese e l’esigenza di inserirsi in ogni situazione foriera di opprtunità dalle quali possano essere attinte risorse finanziarie e occasioni di lavoro per le maestranze italiane. In questo senso, la mitezza che ha dimostrato Paolo Gentiloni nel condurre il governo in questo anno di transizione, potrebbe riscuotere un consenso traversale anche in un prossimo futuro, probabilmente con una formula che non è stata ancora concepita.

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