editoriale

Le nuove regole dei 5 Stelle che fanno a pugni con la Costituzione

Le nuove regole dei 5 Stelle che fanno a pugni con la Costituzione

di Pierluigi Battista, Corriere della Sera

Obbligare gli eletti a votare la fiducia a prescindere come vincolo assoluto è anche contro la democrazia, la libertà di scelta, la logica stessa della rappresentanza parlamentare. Ora che sono ufficialmente diventati un partito, finita la fase caotica del movimentismo dipendente dal dispotismo di un leader che tutto dispone, i 5 Stelle hanno deciso di darsi una struttura che, però, fa a pugni con la Costituzione. La Costituzione non è un testo sacro e una forza politica, seguendo le dovute e inderogabili procedure, può proporre di cambiarla, a cominciare dal rifiuto del vincolo di mandato di cui i padri costituenti ignoravano le attuali degenerazioni, con le transumanze dei parlamentari da un partito all’altro. Però obbligare gli eletti dei 5 Stelle, come si evince dai nuovi regolamenti che il Movimento si è dato, a votare la fiducia a prescindere come vincolo assoluto, questo è contro la Costituzione, ma anche contro la democrazia, la libertà di scelta, la logica stessa della rappresentanza parlamentare. E’ una logica autoritaria che trasforma gli eletti in automi che non conoscono personalità e autonomia. Così come indicare addirittura una pena pecuniaria per chi non si riconoscesse più nella linea del partito nel corso della legislatura trasforma le elezioni in una pura nomina che toglie ai parlamentari ogni diritto di scelta. I 5 Stelle, viste le dimensioni dei consensi che hanno conquistato e la possibilità stessa di aspirare legittimamente al governo del Paese, non possono trasferire una logica di piccola setta modellata sul volere illimitato di un Capo o di un’oligarchia di capi in un partito che vuole la maggioranza dei seggi parlamentari. Una batteria di votanti a comando, non dei parlamentari. Sotto il controllo di una struttura che predetermina ogni scelta. Un partito di governo non può fare così, giocando così irresponsabilmente con la democrazia delle scelte e dei comportamenti.

 * già pubblicato dal Corriere della Sera

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