economia

Providenti critico su situazione finanziaria del Comune di Giovanni Frazzica

L’ex sindaco Providenti è critico sulla situazione finanziaria del Comune di Messina di Giovanni Frazzica

Le ultime sortite dell’Assessore al Bilancio e dell’Amministrazione comunale di Messina sembravano avere riportato la calma e la srenità in tema di bilanci. Ma “al tutto va bene madama la marchesa” sembra non voler credere l’ex sindaco Franco Providenti, che ora milita nell’Associoazione CittadinazAttiva insieme al vecchio compagno di FUCI piippo Pracanica, e che si chiede perché ci si ostina a rappresentare una situazione contabile omissiva del Comune di Messina manifestando fiducia e continuando a produrre atti carenti.  A chi ed a cosa giova la mancata presa di conoscenza di una completa e chiara situazione economico-finanziaria dell’Ente? Dall’esame delle delibere e più ancora dai messaggi inviati dall’Amministrazione agli organi d’informazione scaturisce una enorme preoccupazione, poiché si ritenine poco concludente  il processo di risanamento della finanza comunale sbandierato a più riprese. Al contrario, notano Pracanica e Providenti, si ravvia un appesantimento della situazione complessiva stante la mancanza di atti che comprovino una riduzione effettiva della massa debitoria accertata con la delibera n. 82 del 28/09/2016 nella quale si certificava un debito complessivo già di per se suscettibile di ulteriori variazioni per effetto delle valutazioni effettuate sull’ammontare dei debiti e non sulla scorta di precisi atti di riferimento. Si rammenta che il 28/09/2016 il Consiglio Comunale visti i pareri favorevoli e la relazione dei Revisori dei Conti deliberava,  che:“ la nuova massa passiva prevista per il periodo 2014-2023 ammonta a settembre 2016 ad euro 425,9/milioni di euro….. e che in realtà ora ammonterebbe ad un importo assai superiore pari a 548,8/milioni di euro (incremento ammortizzabile però in un periodo maggiore rispetto al piano decennale di riequilibrio)”. Tuttavia poichè questa è la situazione certificata dall’Ente e dai suoi revisori dei conti non si comprende come tale debito  nel conto consuntivo del 2016 si mantenga rigorosamente fuori dai conti del bilancio consuntivo, grazie all’inerzia dell’amministrazione. E’ proprio la relazione dei Revisori dei Conti afferma inoltre che alcuni parametri del patto di stabilità non coincidono  con le norme vigenti e che  “la gestione dell’Ente  non è in linea con il rientro previsto nel piano di riequilibrio”.  Guardando le delibere sui debiti dell’Ente e gli schemi transattivi proposti si comprende il perchè non vi sia una corsa da parte dei creditori a transigere, vi è infatti una indeterminatezza complessiva nelle proposte fatte dal Comune, tale da non risolvere i problemi non offrendo certezze. Si continuano a fare annunci e si sollecitano i creditori del Comune a transigere i propri debiti senza però fissare alcun termine specifico alle scadenze di reale pagamento e quindi non si può sperare in una reale soluzione del problema, eccetto per quei debiti già riconosciuti dal C.C. e riguardanti per lo più interessi diretti dell’Ente come per Messinambiente.  La mancata specificazione di un termine per gli adempimenti negli schemi di transazione adottati, determina un obbligo a pagare che ove non fosse rispettato dovrebbe per lo meno far ritenere nullo l’accordo tra le parti, invece nulla è previsto in tal senso e pertanto il creditore oltre a non essere pagato rischia di aver accettato la decurtazione del proprio credito senza avere ottenuto nulla, ecco spiegato il perché siano ben poche le aziende ed i privati che hanno fatto ricorso a tale procedura. Al tempo stesso offrire risorse non adeguate alla mole del debito e non riuscire a programmare il soddisfo complessivo di tutte le partite giacenti seguendo un qualche ordine di priorità, produce inevitabilmente altri danni  economici e disparità tra chi eventualmente riuscirà ad iniziare a farsi pagare magari perché creditore di importi modesti e chi invece non riterrà di potere aderire a tali richieste aleatorie. Se come è stato affermato in atti anche il consuntivo 2016, dopo i precedenti, non è in linea con il piano di riequilibrio dovremmo aspettarci, ormai a breve termine, il rigetto dello stesso e l’attivazione delle procedure previste dalla legge. Inoltre guardiamo, trasecolati, al progetto di approvazione del conto del bilancio 2016 consolidato con i conti delle partecipate non approvati dal Consiglio Comunale ma pur tuttavia inseriti nel Bilancio della Gestione Consolidata, ossia della gestione complessiva dell’Ente e delle sue Aziende. Osservando inoltre i dati forniti, troviamo differenze tra i valori espressi dal Comune e gli stessi aggregati esaminati dai Revisori dei Conti, situazione che non riusciamo a comprendere. Resta soprattutto la perplessità che approvando tale delibera i Consiglieri Comunali stiano approvando, di fatto, anche i conti consuntivi delle partecipate. E’ inoltre censurabile che si esercitino pressioni  sul Consiglio Comunale affinchè si voti rapidissimamente e favorevolmente una delibera di tale portata senza avere realmente il tempo sufficiente per capire e documentarsi a pieno.  Pertanto, non possiamo che essere preoccupati sul futuro della Città e denunciamo pubblicamente tale situazione, anche perché avviandoci alle prossime elezioni amministrative riteniamo che i Partiti politici ed i loro prossimi candidati non possano esimersi dal certificare in quale stato si trovi la Città e quale sarà il suo futuro. Infatti è presumibile che i tempi tecnici per un esame dei conti poiché approvati solo da qualche giorno, comportino una risposta da parte della Corte dei Conti e del MEF ad elezioni concluse. Chiediamo quindi alle forze politiche tutte di effettuare un approfondimento utile a comprendere se gli oltre 13.000 creditori dell’Ente ed i cittadini tutti potranno sperare in un ritorno alla normalità che attualmente almeno noi, al momento, non intravediamo. Sappiamo bene che l’Ente ha diverse criticità a partire dal ridotto numero di dirigenti  che ha comportato l’assunzione di più incarichi al Segretario Generale divenuto, ormai da tempo, sostanzialmente controllore di se stesso e dalla mancanza di progettualità per la rimodulazione degli organici nelle società partecipate e nei processi produttivi. Questo deve suonare come un forte campanello d’allarme su di una Città che ha bisogno di uno scossone per imboccare la strada di soluzioni vere, reali e sostenibili dei problemi, soluzioni che portino ad un rilancio economico e progettuale della Città.

. Già pubblicato dal settimanale “i Vespri”

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