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CittadinanzAttiva dubita su applicabilità della Severino alle regionali

Messina, CittadinanzAttiva dubita su applicabilità della Severino in elezioni regionali siciliane

Come è noto, le leggi costituzionali, atti normativi adottati dal parlamento con una procedura
aggravata, a doppia lettura, ossia più complessa rispetto a quella prevista per le leggi ordinarie,
hanno lo stesso rango della Costituzione nella gerarchia delle fonti del diritto. Tale è la natura dello
Statuto autonomistico siciliano. Posto pertanto che lo Statuto definisce le competenze legislative
della Regione Siciliana, esclusive e concorrenti, e che una legge dello Stato adottata in violazione di
dette competenze è costituzionalmente illegittima, dovrebbe essere agevole capire se e in quali casi
uno legge dello Stato si applica, o non si applica, in Sicilia, se essa debba o meno essere ritenuta
costituzionalmente legittima, con tutto ciò che ne consegue sul piano della prassi. Oggi, però,
comprendere come si coordinano le leggi è cosa assai difficile. La riforma del titolo V della
Costituzione ha generato una matassa di competenze difficile da dipanare, e capita spesso che una
legge statale verta trasversalmente su più materie, alcune soltanto delle quali di competenza statale,
altre di competenza regionale; a ciò si aggiunge il principio di sussidiarietà, che, se da un lato
attribuisce le funzioni pubbliche al livello territoriale di potere più vicino ai cittadini, dall’altro
consente al livello di potere territoriale superiore di svolgere le funzioni pubbliche (anche
legislativa) attribuite a quello inferiore ove quest’ultimo abbia omesso di svolgerle, oppure ove il
primo possa svolgerle più efficacemente.
In questo quadro va considerata la questione dell’applicabilità in Sicilia del D.Lgs. 31.12.2012
n. 235, c.d. Severino.
Le norme che fissano le cause di ineleggibilità ed incompatibilità con la carica di consigliere
regionale in Sicilia sono offerte, innanzitutto, dalla L.R. 29/1951 e ss.mm.ii., artt. 8 ss., in
attuazione dell’art. 14 dello Statuto autonomistico siciliano, che è fonte di rango costituzionale.
Alle cause di ineleggibilità di cui alla predetta legge regionale si aggiungono quelle previste
dalla legislazione nazionale a tutela dell’ordine pubblico, ossia, in passato, l’art. 15 L. 55/1990, oggi
gli artt. 7 ss. D.Lgs. 235/2012 c.d. Severino, che ha abrogato la L. 55/1990 in parte qua.
In questi ultimi tempi è sorta disputa se in Sicilia debba trovare ancora applicazione l’art. 15
L. 55/1990 o se il D.Lgs. 235/2012, avendo abrogato quella, debba ritenersi automaticamente e
“dinamicamente” recepito, anche a prescindere dall’espressa previsione dell’art. 14 del detto D.Lgs.
che testualmente ne dispone l’efficacia anche nelle regioni a statuto speciale (tesi che sembra
preferibile perché coerente con i principi generali sulla successione ed il coordinamento delle fonti).
La questione costituisce oggetto di ricorsi pendenti, e sarà affrontata a breve dalla Corte
Costituzionale.
Comunque sia, nessuno dubita che la normativa nazionale a tutela dell’ordine pubblico trovi
applicazione anche nelle regioni a statuto speciale, stante l’art. 117 lett. h della Costituzione, che
riserva tale materia allo Stato in via esclusiva. È altrettanto noto che il D.Lgs. Severino è stato
emanato per effetto della delega di cui all’art. 1, comma 63, L. 190/2012 c.d. anticorruzione, la
quale a sua volta costituisce adempimento di ben precisi obblighi internazionali (si vedano le fonti
sovranazionali citate al comma 1), cui né lo Stato né le Regioni (ordinarie o speciali che siano) non
possono sottrarsi, a mente dell’art. 117 della Costituzione.
CittadinanzAttiva si augura che il Governo siciliano, costituendosi di fronte alla Corte
Costituzionale, dia un apporto utile a dare soluzione al problema, e che tale soluzione non tardi ad
arrivare. Sarebbe comunque opportuno ed auspicabile, quantomeno per il futuro, che questo
problema venga risolto a monte, a livello legislativo, ciò che può avvenire solo con l’emanazione di
una legge regionale che espressamente recepisca i principi del D.Lgs. Severino. Diversamente la
Sicilia continuerebbe ad offrire di sé l’immagine di un territorio inesorabilmente dominato da
logiche illegalistiche e corruttive, soprattutto ed innanzitutto in un ambito – quello della politica e
dell’amministrazione della cosa pubblica – ove l’abbandono di tali logiche e l’affermazione della
legalità costituiscono oramai un imperativo categorico, un bisogno primario avvertito da tutti.

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