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NEANCHE IL “RINGHIO” TRASFORMA IL MILAN

NEANCHE IL “RINGHIO” TRASFORMA IL MILAN

Neanche la Campania ha portato bene al Milan. I dirigenti avevano atteso la vigilia della gara col Benevento per esonerare Montella, “reo” di non aver saputo sfruttare al meglio i 240 milioni di mercato messi a sua disposizione (non si sa quanto richiesti dal tecnico), affinché Gennaro Gattuso, il “ringhio” che gli sarebbe subentrato, potesse fare bella figura: far tornare i rossoneri alla vittoria e far dire che i risultati contraddittori accumulati dalla squadra, sia al Meazza che in trasferta, erano colpa del tecnico esonerato. Ma non è andata proprio così, a dimostrazione che il programmato non sempre è possibile attuarlo. E il Milan del “Ringhio” se ne è tornato a casa più abbacchiato che mai. Anche perché è riuscito a far firmare una giornata del tutto storica al Benevento: fargli conquistare il primo punto in serie A dopo una serie quasi interminabile di sconfitte e -udite! udite!-  fare andare a rete il portiere avversario. Mai gli annali erano andati cos’ male ai rossoneri.

Ma, per quanto si dovesse affrontare il Benevento, era pensabile che il Milan di Gattuso potesse ergersi al di sopra di quello di Montella? Senza nulla togliere ai meriti e alla visione del nuovo tecnico, Montella è altra “pasta”. E se le sue colpe sono consistite nel non far giocare qualcuno che nel sancta sanctorum decisionale probabilmente era considerato “di peso”, probabilmente avrà avuto le sue ragioni. Tant’è che Gattuso, per non dispiacere, ha fatto l’innesto “proibito” nella precedente gestione tecnica, ma il risultato, come si è visto,  è stato dei peggiori: Milan più lento, molto più lento nella manovra di centrocampo, sia in impostazione che in fase di contenimento, difesa e attacco, per logica conseguenza più … evanescenti. E se i rossoneri si sono portati due volte in vantaggio è stato, se non per puro caso, per una serie di rimpalli favorevoli, causati da una difesa, quella del Benevento, che in fatto di arruffonerie non le è stata seconda. L’aver giocato in dieci i momenti cruciali della partita, poi, ha fatto il resto, ma i giocatori, se si reputano professionisti, devono sapere a cosa vanno incontro se commettono scorrettezze oltre i limiti del regolamento. Alla fine ci ha pensato Alberto Brignoli, 26 anni, di Trescore Balneario (Bergamo), di ruolo portiere, a far tramutare il smorfia il ringhio di Gattuso. Ora il Milan è atteso alla prossima.

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