editoriale

MA IL “GARANTISMO GIUDIZIARIO” PUO’ TENERE ACCORINTI SINDACO?

MA IL “GARANTISMO GIUDIZIARIO” PUO’ TENERE ACCORINTI SINDACO?

 

MESSINA – Nessuno venga a dirci che a Messina, a tutti i livelli, non si è garantisti. Magari sarà un garantismo forzato, frutto di alleanze e intese a tutti i livelli (persino illeciti?), di compromessi a livello di rapporti personali e convenienze politiche, ma a Messina si è garantisti. In quale città italiana, infatti, una giunta comunale che si regge con l’apporto dei voti di consiglieri che fanno riferimento ad un già condannato (in primo grado) a 11 anni di galera, e che nei giorni scorsi, per altra inchiesta, si è visto sequestrare contanti, fondi bancari e beni immobiliari in Italia e all’estero per l’ammontare di circa 100 milioni di euro, in quale città italiana, si diceva, una giunta che si regge così … continuerebbe a starsene insediata? Una giunta che, per il colmo, è guidata da una persona che vuole “Cambiare Messina dal basso” e che ostenta t-shirt con la scritta “Free Tibet”, come a voler dimostrare che per lui, prima di ogni altra cosa, viene la liberta dei popoli e del pensiero. Non credo che in Italia, anche in virtù di intrighi di più che bassa lega, un’amministrazione comunale si reggerebbe così; così come non credo che un sindaco della caratura (sic!) di Renato Accorinti, con tutto quello che vorrebbe (solo vorrebbe, ndr) rappresentare accetterebbe di essere sorretto da un capopopolo di siffatta fama, circondato anche da siffatti precedenti. Per il garantismo di cui Messina è in prima linea come pensiero e che, per questo, fino a prova contraria o a sentenza definitiva,anche il più feroce degli assassini o il più becero, perseverante e consolidato dei ladri è “innocente”, per questo “garantismo” … chi si muove, dalla parte di chi osserva e giudica, sbaglia. Ma per gli effetti politici, una giunta che viene sorretta da uomini che a questo personaggio, ancora giudiziariamente innocente, come deve essere giudicata? Come deve essere giudicato chi è a capo della stessa? Come devono essere giudicati quei personaggi che siedono sui banchi del consiglio comunale, numerosi dei quali, a loro volta, invischiati in vicende giudiziarie (leggasi Gettonopoli, Riflessopoli, ecc.)? Come deve essere giudicato chi finora ha ostentato dura opposizione ad Accorinti, facendogli le pulci anche sul numero delle merendine consumate in trasferta, mentre ora, ora che dovrebbe attaccare a testa bassa per il riflessi politici dell’appoggio esterno alla giunta, se ne sta zitto? Per quest’ultima considerazione, la risposta è facile: costui fa parte del numero di uomini e voti che vengono manovrati dal personaggio “in garanzia” e, al limite, per giustificarsi le gratifiche consiliari, potrebbe essere giusto che se  ne stia zitto. Ma per il sindaco Accorinti, il sindaco-onesto che rinvia a “quelli che c’erano prima” (quindi anche a chi è in “regime di garanzia” e lo sorregge) le cose che in questa città non vanno e che continuano a non andare (anche ora colpa di “quelli che c’erano prima”?), per il sindaco Accorinti la soluzione più giusta non sarebbe quella di dimettersi?

Gaetano Messina

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