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Regionali 2017: tramonto di Alfano, rinascita dell’Udc di Giovanni Frazzica

Regionali 2017: Il tramonto di Alfano, la rinascita dell’Udc di Giovanni Frazzica

Capitani di lungo corso, protaginisti di carriere infinite, sono caduti, più o meno miseramente, nella battaglia delle regionali siciliane del 5 novembre 2017. Questo è il giorno che segna la grande sconfitta sul suo terreno naturale del Ministro degli Esteri Angelino Alfano e di Pierferdinando Casini, suo alleato, mentre fa registraee la resurrezione dell’Udc che ormai è saldamente nelle mani dell’eurodepudato Lorenzo Cesa. Alla luce dei fatti, appare evidente che, sia Alfano che Casini hanno sbagliato il sistema di alleanze e si sono fidati troppo di un personaggio, Matteo Renzi, che a partire dal 4 dicembre 2015 non vince più nessuna competizione. Cade anche l’on. Nino Germanà che, a due mesi dalle elezioni, aveva tentato il grande salto, abbandonando lil leader Alano e rientrando, con l’aiuto di Renato Schifani, nella vecchia casa madre, Forza Italia. Ma l’elettorato non perdona, Germanà viene bocciato, perché il secondo del patito berlusconiano è l’avvocato penalista di Barcellona Tommaso Calderone. Bocciato anche l’altro deputato brolese Pippo Laccoto, patron del tesseramento Pd, che alla prova delle urne viene sorpassato clamorosamente da Franco De Domenico, Direttore Generale dell’Università di Messina, probabilmente ineleggibile. Grande soddisfazione invece nel partito neodemocristiano che ha seguito un percorso di coerenza che oggi lo porta ad essere vincente in Sicilia accanto al nuovo Presidente della Regione Nello Musumeci, pronto a dare un contributo di qualità all’azione di governo. Tra l’altro, secondo le regole mai scadute del manuale Cencelli, all’Udc toccherebbero almeno due assessorati, forse tre.  Il segretario nazionale Udc Lorenzo Cesa commenta così la vittoria di Musumeci alle elezioni regionali in Sicilia e il risultato straordinario dell’Udc al 7%:” Vince Musumeci e vince il centrodestra grazie alla straordinaria affermazione dell’Udc e dei partiti che fanno riferimento alla famiglia del Partito Popolare Europeo ora subito al lavoro per i siciliani contro la demagogia e populismo occorre insomma concretezza e non chiacchiere”. A seguire il senatore Antonio De Poli, Presidente dell’UDC, che sottolinea che il Partito  vola oltre 7%. “L’Udc sta volando ben oltre il 7%: dalla Sicilia oggi parte una nuova stagione politica del centrodestra in cui vengono premiate le forze che si richiamano al PPE: UDC e Forza Italia insieme hanno conquistato quasi il 25% dei consensi”. Questo sostiene Antonio De Poli da Palermo. “Questi numeri ci stanno dimostrando che la strada intrapresa è quella giusta. Gli elettori hanno premiato una scelta che è coerente con la nostra storia e i nostri valori, a differenza di chi invece collocandosi con il centrosinistra e dunque nel campo opposto, ha intrapreso percorsi politici ben diversi come hanno fatto Angelino Alfano e Pierferdinando Casini. Ora bisogna guardare alle Politiche: la road map è stata tracciata, la strategia è vincente”. “La Regione, ha spiegato il Presidente Nazionale UDC De Poli, oggi si ritrova in ginocchio schiacciata dall’incapacità Politica gestionale ed amministrativa. Non possiamo più permetterlo. Ma soprattutto perché Il prossimo governatore si troverà a gestire miliardi di euro: Fondi UE, Patto per la Sicilia, investimenti di Anas, RFI e disavanzo di bilancio. In ballo circa 10 miliardi di euro. Per questo non possiamo consegnare la Regione all’inesperienza e incompetenza. Ora il governo Musumeci  tra l’altro dovrà dimostrare grande capacità gestionale rimodulando circa 4 miliardi di euro del programma operativo europeo del 2014 – 2020. Inoltre la nuova giunta si dovrà confrontare ancora con la fase degli appalti intervenendo come ente di controllo su investimenti nel settore delle infrastrutture per un importo pari a circa 3 miliardi di euro (da qui al 2022). Il prossimo governo dunque, ha tutti i numeri per poter garantire occupazione, concreto sviluppo economico sociale, perché le risorse ci sono. Il nostro partito, infatti si impegnerà tra l’altro   a rimodulare i criteri di spesa perché la finanziaria non è stata approvata dalla giunta Crocetta. Un esempio giunge oggi dal report pubblicato da Istat, che  ha reso noti i dati dei comuni italiani. Palermo è l’ultima in classifica per crescita degli arrivi tra il 2014 ed il 2016, avendo registrato un meno 12, 7 per cento. Un dato allarmante se consideriamo il ricco patrimonio artistico culturale della città coniugato all’eccellenza gastronomica ed al fatto che  è tra le regioni d’Italia con il maggior numero di siti riconosciuti nel patrimonio UNESCO. Creeremo una Sicilia onesta e libera, figlia degli ideali difesi da Falcone e Borsellino e  Don Puglisi. Ricordatevi che lo sviluppo socio economico della Sicilia  ed il futuro dei vostri figli dipende da voi, dalle vostre scelte consapevoli. Ed è per questo che vi invito a continuare sulla strada dell’onesta, della capacità e dell’efficienza. Ispirato dalle parole del Presidente Americano John Fitzgerald Kennedy, chiedetevi cosa potete fare voi? Siete stati i protagonisti del cambiamento: il 5 novembre avete sclto il riscatto della Sicilia per restituire ai vostri figli una grande terra”. Dopo cinque anni di governo Crocetta, che ha disamministrato le Istituzioni e ridotto ai minimi termini i partiti, lo sforzo compiuto dall’Udc per recuperare il 7 per cento dell’elettorato appare veramente importante. Occorrerà ora fare un grande lavoro per consolidare questo risultato in vista dei prossimi impegni per le elezioni politiche e amministrative. Con Musumeci si è messa in sicurezza la Sicilia, ora si deve completare il lavoro!

. già pubblicato da “i Vespri”

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