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Valmaggi: Regione intervenga per mancanza medici di base area Sesto

Valmaggi (Pd): “ La Regione intervenga per sanare la drammatica mancanza di medici di base nell’area metropolitana milanese, a partire da Sesto San Giovanni”

Entro pochi mesi altri 2838 pazienti resteranno senza medico di base a Sesto San Giovanni. A denunciarlo è la vicepresidente del Consiglio regionale, Sara Valmaggi che spiega: “ Entro pochi mesi due medici di base di un quartiere periferico, con una altissima percentuale di persone anziane e fragili, andranno in pensione, lasciando così scoperti ben 2838 pazienti che non potranno neppure essere accolti dagli altri tre medici della zona perché già oberati da un numero di pazienti massimo rispetto a quello consentito. Una situazione gravissima, che si va ad aggiungere alla condizione critica generale della città dove sono già scoperti 4 ambiti e dove nel 2018 se ne scopriranno altri (in totale mancheranno 7 o 8 medici di base) . Una condizione  che si somma a quella drammatica della Città metropolitana dove già nell’aprile scorso mancavano ben 123 medici”.

Per questo – continua Valmaggi- ho scritto al direttore dell’Ats della Città metropolitana, Marco Bosio, per chiedere un provvedimento tempestivo in grado di risolvere il problema”.

Quello di Sesto San Giovanni- conclude Valmaggi- è solo l’ultimo caso, in ordine di tempo, di gravissima carenza di medici di base già denunciata dagli stessi professionisti in un’audizione in Commissione sanità il 7 giugno scorso, una carenza che, se non saranno presi provvedimenti urgenti è destinata a diventare drammatica. Già nel 2019, a fronte dei pensionamenti, in Lombardia potrebbero mancare all’appello 200 medici, che significa 30 mila cittadini scoperti. Per questa ragione in occasione della discussione del quarto capitolo della riorganizzazione del sistema sanitario regionale, presenteremo un ordine del giorno in cui si segnala la necessità di rinnovare il contratto nazionale dei medici scaduto e si chiede che sia ampliato il numero di accessi ai corsi di formazione in medicina generale. Necessario, inoltre, che Regione Lombardia, in analogia con l’Emilia Romagna, metta a disposizione sedi pubbliche per i medici che copriranno i posti vacanti”.

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