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Barcellona: Materia del contendere di Cosimo Recupero

Barcellona: Materia del contendere di Cosimo Recupero

 

Ogni tornata elettorale produce subito due effetti. Il primo è un risultato tecnico giuridico che consiste nel determinare chi ricoprirà le cariche pubbliche per le quali si vota. Il secondo è un risultato prettamente politico. Dalle urne escono infatti i rapporti di forza fra le varie aree politiche e le correnti che le compongono. In un periodo storico come il nostro, nel quale i partiti tradizionali sono affiancati da una miriade di liste civiche espressione da questo o quel capo elettore, questa o quella corrente, se non altro diventa più facile capire quanto pesano le varie componenti e quali riflessi, il voto, può avere su altre istituzioni come, ad esempio, una amministrazione comunale. In altre parole, anche se ieri si è votato per l’elezione del Presidente della Regione e per il rinnovo dell’ARS, i risultati scaturiti dalle urne avranno di certo riflessi anche su diverse amministrazioni comunali o sul posizionamento nei listini bloccati alle prossime elezioni politiche.

E con un gioco di parole facile facile, possiamo dire che la materia del contendere, ieri, è stata anche la Giunta Materia, parlando della città di Barcellona Pozzo di Gotto.

Ma andiamo con ordine. La politica della città del Longano ne esce apparentemente rafforzata. Dopo decenni in cui la città più grande della provincia non riusciva ad esprimere un deputato regionale, in un colpo soltanto fa l’en plein, eleggendo ben tre uomini del territorio e tutti in maggioranza con il neoeletto Presidente Musumeci. Una bella botta, sicuramente, che però adesso carica questo nutrito pattuglione di responsabilità enormi, come ad esempio difendere la posizione della città sulla questione dell’ospedale. La forza dei tre deputati dovrà necessariamente essere concentrata su questa, come su altre questioni di interesse della città. Se la nuova amministrazione palermitana non darà una risposta seria subito, la credibilità di tutto il centrodestra barcellonese sarà immediatamente messa in discussione.

E’ ovvio, però che i tre faranno intanto pesare la loro elezione sugli equilibri interni all’amministrazione cittadina, anche in considerazione del risultato dell’altro azionista della giunta Materia e cioè quel Santi Calderone e della sua lista, il PDR, che perde persino il suo uomo di punta, ovvero Beppe Picciolo, cui i barcellonesi, probabilmente, non hanno perdonato il progressivo smantellamento del Cutroni-Zodda, riservando al dentista messinese meno di duecento voti in tutto.

E quindi è prevedibile un profondo rimpasto a dicembre, alla metà esatta del mandato di Roberto Materia, che potrebbe però riservare molte sorprese rispetto alle previsioni della vigilia.

Gianluca Sidoti, per esempio, che era uno di quelli che avrebbe dovuto passare il testimone alla scadenza dei trenta mesi, potrebbe invece essere riconfermato, considerato che è stato fra gli artefici della vittoria, sicuramente la più eclatante, di Tommaso Calderone.

Angelo Paride Pino, al contrario, ne esce maluccio. Lui sosteneva Santi Formica, così come lo stesso Roberto Materia. Ma l’ex deputato di San Pier Niceto esce dalla competizione con le ossa rotte, raccogliendoappena 1.173 voti a Barcellona e non riuscendo nemmeno a rientrare all’ARS. Quindi Pino non ha più la copertura politica che invece potrebbe essere, adesso, sulla nipote, la consigliera Angelita, una delle supporter di Pino Galluzzo. E quindi un cambio in corsa potrebbe avvenire fra zio e nipote.

Ne esce rafforzato anche Tommaso Pino, cugino e primo sostenitore di Tommaso Calderone.

Risultato deludente anche per Mimmo Nania, che aveva puntato tutto su Davide Paratore, della lista Diventerà Bellissima, portandogli in dote uno scarso risultato di appena 640 voti in città. Così, anche il gruppo che fa capo all’ex senatore potrebbe vedere ridimensionato il proprio ruolo nell’amministrazione, già ridotto al lumicino con il passaggio, di fatto, di Gianluca Sidoti nel gruppo dell’avvocato Calderone. L’altro Calderone, Santi, candidato nella lista di Sicilia Futura – PDR, vede invece ridimensionato il proprio peso elettorale e politico. E’ vero infatti che è riuscito a raggranellare un bottino di tutto rispetto di 1.463 voti a Barcellona Pozzo di Gotto, ma questo dato, dal suo punto di vista, non può certo considerarsi un grande successo. Intanto perché è molto lontano dai risultati che segnavano le sue liste in passato. In secondo luogo perché  non ha più nemmeno lui la copertura politica all’ARS, dato che Picciolo non è stato riconfermato come deputato. Ma, ancora, perché dalla sua questa volta c’era pure un pezzetto di PD, nella persona dell’ex assessore David Bongiovanni, che evidentemente non è quella corazzata elettorale che magari crede di essere.

E se Atene piange, Sparta non ride. Perché se la netta vittoria del centrodestra rischia di essere un elemento destabilizzante per la Giunta Materia, anche a sinistra potrebbero esserci degli attriti, magari non nell’immediato, ma più avanti.

Intanto perché Santi Calderone si trova nella scomodissima posizione di essere un ex assessore di centrodestra, passato in una compagine di centrosinistra che sostiene però una giunta di centrodestra. Roba che nemmeno la fervida fantasia di Andrea Camilleri avrebbe saputo immaginare. Ma soprattutto, sulla base della personale affermazione, il suo peso da un lato diminuisce nella attuale maggioranza, senza acquistare potere contrattuale in un tavolo a sinistra. A Sinistra, infatti, PDR, PD e l’area che fa capo all’ex sindaca Maria Teresa Collica, si muovono in uno spazio elettorale diviso praticamente in parti uguali, con un dato che si aggira intorno ai 1.300 o 1.400 voti ciascuno. Ma se PDR e PD possono considerare questo un dato deludente, per la lista Centopassi è una buona, anzi ottima affermazione. Raffaella Campo si porta, solo a Barcellona Pozzo di Gotto, 1.305 voti. Da questa base, sicuramente, lei avrà titolo per sedere ad un eventuale tavolo delle trattative per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra senza timori reverenziali nei confronti delle altre due componenti. E per la Collica stessa si apre la strada verso un buon posizionamento nel listino bloccato di MDP per le politiche della prossima primavera. Insomma, una partita che si fa interessante e che si giocherà nei prossimi due anni a colpi di fioretto.

Di fronte a questo scenario Santi Calderone che farà? Ritirerà il proprio gruppo dalla maggioranza per non doverlo fare troppo tardi, rischiando di essere tacciato di opportunismo politico, o prenderà tempo sperando magari di essere lui il candidato sindaco per il centrodestra fra due anni e mezzo al posto dello stesso Materia? Un dilemma del genere lo starà preoccupando di certo in queste ore dopo pesante tranvata.

Un’ultima considerazione va fatta anche sul risultato dei cinquestelle. Mentre il movimento, infatti, ha giocato una partita sicuramente vincente, al di là poi dell’esito finale sulla presidenza, portandosi a casa un robusto 26,7% di lista a livello regionale, a Barcellona Pozzo di Gotto il gruppo di Grillo si deve accontentare di un magrissimo 13,5%, la metà del dato regionale,con una affermazione del candidato barcellonese Francesco Mazzeo che, nell’intera provincia mette insieme 3.142 voti personali, contro i 1.070 che Alessio Villarosa conquistò nella competizione regionale di cinque anni fa. Chissà?!? Magari dalla casa madre  Casaleggio Associati, vedendo questi numeri, chiederanno al deputato barcellonese di cedere il passo?!? Vedremo. La politica è bella per questo.

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