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I DUBBI DI CAPITALE MESSINA

I DUBBI DI CAPITALE MESSINA

 

“Messina potrebbe incassare 130 milioni in progetti per l’Autorità portuale. Ma domani, dopo l’accorpamento con Gioia Tauro sarà lo stesso?”

Messina, 26 ottobre 2017

Il rischio di apparire ripetitivi sul tema dell’Autorità portuale è alto, ce ne rendiamo conto, ma trattandosi di temi fondamentali per lo sviluppo della città, il rischio lo corriamo.

Mercoledì, come si può leggere sulla stampa cittadina, si è svolto un incontro tra i vertici dell’Amministrazione comunale e dell’Autorità portuale.

La prima reazione è di soddisfazione: sembra che si aprano prospettive favorevoli per la sdemanializzazione delle aree cittadine, via Vittorio Emanuele, area fieristica, villa Sabin, Baby Park, attualmente di competenza del Demanio marittimo, e questo grazie alla scelta ragionevole dell’Amministrazione comunale di non proseguire nel contenzioso legale ed alla lungimiranza del Commissario De Simone. Quando le Istituzioni dialogano, i risultati arrivano.

L’iter per restituire queste porzioni, tra le più preziose del tessuto cittadino, alla città, però non è né breve, né semplice, per cui si deve procedere speditamente, prima che avvenga il passaggio delle consegne con Gioia Tauro.

Ma l’argomento clou dell’incontro era un altro: il Ministero delle Infrastrutture ha stanziato due miliardi di euro da distribuire alle Autorità portuali italiane, per progetti infrastrutturali connessi alla logistica portuale. Per cui il Commissario De Simone ha aperto un tavolo di concertazione col Comune, per individuare le opere da realizzare in città per le quali chiedere l’accesso ai finanziamenti del Governo, per un importo complessivo di 130 milioni.

Speriamo che l’iniziativa vada a buon fine. Ma da subito qualche considerazione va fatta, la prima è di riconoscenza nei riguardi del Comandante De Simone, a fine incarico e non essendo neanche messinese, si sta prodigando con generosità per il territorio; la seconda è di apprezzamento per l’Amministrazione comunale, sull’operato della quale la nostra valutazione complessiva rimane sempre negativa, ma quando assume iniziative lodevoli è giusto sottolinearlo.

L’ultima, ma fondamentale considerazione, è quella relativa all’accorpamento con Gioia Tauro. Come risulta evidente da quanto scritto, la città di Messina potrà avere la possibilità di accedere a finanziamenti per 130 milioni, solo ed esclusivamente perché ad oggi è sede di Autorità portuale.

Dopo l’accorpamento invece, anche se speriamo ancora che un “miracolo” politico lo possa bloccare, le scelte e le distribuzioni delle risorse economiche verranno decise in una stanza di Gioia Tauro, dove la rappresentanza degli interessi messinesi è minoritaria, e questo nessuno può confutarlo.

Per queste considerazioni, e non solo, non si riesce a comprendere come alcuni, pochi, pochissimi in verità, possano continuare a difendere l’abbraccio “mortale” di Messina con Gioia Tauro.

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