Cultura

Un dente-fossile di 9 milioni di anni fa riscrivere la storia dell’umanità

Un dente-fossile di 9 milioni di anni fa riscrivere la storia dell’umanità

Un team di archeologi tedeschi ha scoperto alcuni denti fossilizzati di 9,7 milioni di anni. Questi ricercatori sono convinti che con questo ritrovamento si possa riscrivere la storia umana. Lo scrive il quotidiano inglese The Independent. Questi resti sono stati ritrovati dagli scienziati in quello che fu un letto del fiume Reno, vicino alla città di Eppelsheim, a sud di Francoforte. Pare che questi denti siamo molto simili a quelli di «Lucy», lo scheletro di 3,2 milioni di anni ritrovato in Etiopia e considerato l’anello di congiunzione nell’evoluzione della scimmia in uomo. Eppure non assomigliano a quelli di altre specie che si trovano in Europa o in Asia, riaccendendo l’ipotesi non africane delle origini umane. Questa scoperta ha scompaginato le ipotesi degli scienziati che hanno deciso di non pubblicarla per almeno un anno. Il punto chiave è che si tratterebbe di uno stato evolutivo molto simile a quello del fossile etiope, ma cinque milioni di anni più «vecchi». Il direttore del Museo di storia naturale di Mainz, Herbert Lutz, ha parlato di «un grandissimo colpo di fortuna, ma anche di un grandissimo mistero». In una conferenza stampa dove ha annunciato la scoperta, il sindaco di Mainz ha ipotizzato, su suggerimento degli scienziati, che la ricerca potrebbe costringere gli scienziati a «rvedere la storia degli uomini primitivi. Non voglio drammatizzare troppo la scoperta, ma non è esagerato ipotizzare che dovremmo iniziare a riscrivere la storia dopo la scoperta annunciata oggi». Adesso sono diverse le prove fossili che vedrebbero le «grandi scimmie» girovagare per l’Europa già milioni di anni fa, anche se al momento non ci sono conferme della presenza di ominidi nel continente in quel peoriodo. Al momento la scienza dice infatti che gli umani moderni si sono evoluti in Africa orientale tra i 400.000 e 200.000 anni fa, e poi, circa 70mila anni fa, hanno cominciato la loro «diaspora» nel resto del mondo.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *