attualità primo piano

L’intervento di Nicola Lombardo al Convegno della FASI su Enrico Mattei

in attesa di ricevere ulteriori contributi, pubblichiamo l’intervento di Nicola Lombardo, Segretario FASI (l’Associazione che ha organizzato l’evento),  al Convegno su Mattei di Gagliano Castelferrato

“Mio padre diceva che è brutto essere poveri, perchè non si può studiare e senza titolo di studio non si può fare strada”. Questo è un estratto del discorso di Enrico Mattei che lo stesse tenne all’Università di Camerino per il suo conferimento della laurea Honoris causa. “Dite ai vostri figli di tornare dal nord e dai paesi stranieri perchè a Gagliano e in Sicilia ci sarà lavoro per loro e i loro figli”. Questo il senso del celebre discorso che più tardi rivivremo fatto da Enrico Mattei il giorno della sua tragica scomparsa. Quei figli in parte sono tornati ed effettivamente con il lavoro dell’ENI e dallo stesso indotto hanno potuto migliorarsi e realizzarsi e soprattutto fare studiare i loro figli e nipoti e non a caso Enna, oggi, è un importante e innovativo polo universitario internazionale. Ma molti di quei figli e nipoti hanno dovuto, una volta completati gli studi, riprendere la via dell’”Esilio del lavoro” perchè le prospettive qui non erano all’altezza del loro corso di studi acquisito. Con questa analisi dei fatti la F.A.Si. si è posta l’obiettivo di dare un taglio prospettico ai lavori di questa nostra intensa giornata. Partendo doverosamente sì dalla celebrazione della grande figura di Enrico Mattei ma arricchendola delle nostre singole esperienze e dell’impegno di tutte le singole Associazioni culturali Siciliane in Lombardia che si sono federate nella F.A.Si. Per Enrico Mattei con la revisione della legge mineraria e la scoperta dei giacimenti di Gagliano la Sicilia era la vittoria più importante del suo operato. Sicilia che tuttavia è stata anche il suo più triste epilogo. Oggi rimpiangiamo anche il suo operato interrotto di stabilizzazione delle autonomie del Magreb e del Medio oriente come in Algeria ed in Persia, visti i lasciti in quei territori devastati dalle lotte interne dei francesi e degli americani ma questo è un altro convegno. Quel 27 ottobre del 1962 non è uno strappo solo dei gaglianesi ma di tutti noi. Sono di questi giorni i dati ISTAT riportati dall’Espresso della fuga dei giovani siciliani. Tra alcuni i più eclatanti: Messina – 4000 Palermo – 3500 Siracusa – 3000 Gravina di Catania – 1000 quasi. Questi dati confermano quelli di qualche anno fa dello SVIMEZ (L’Associazione per lo Sviluppo del Mezzogiorno) che registrava che tra il 2001 e il 2014 205.000 laureati hanno lasciato la Sicilia. Loro sono il 40 % dei 526.000 giovani che hanno lasciato l’isola. Il 56% dei giovani ha lasciato il mezzogiorno, dove solo il 31,9 % dei laureati rimane contro il 44% di Spagna e Grecia mentre la media europea è del 76%. Lo SVIMEZ conclude: LE REGIONI DEL MEZZOGIORNO PERDONO COSTANTEMENTE CAPITALE UMANO. Allora noi non possiamo limitarci a fare oggi né una giornata evocativa e celebrativa, né tanto meno, una ludica e sociale. Abbiamo una responsabilità alla luce del nostro personale e individuale vissuto e dell’impegno profuso nei nostri sodalizi e nella F.A.Si. Infatti la giornata di oggi è pienamente corrispondente ai nostri precetti statutari. La F.A.Si nasce per coordinare ed assistere le singole associazioni nel loro operato e rapporto con le Istituzioni superiori quelle del loro ambito usuale di azione. A quelle Istituzioni democratiche vanno le nostre testimonianze, il nostro supporto e soprattutto le nostre proposte. Il nostro alto senso del dovere verso la nostra terra di origine e di adozione lo esige. Ecco perchè rivendichiamo con orgoglio l’aver ottenuto per questo evento tra gli altri anche i patrocini delle istituzioni regionali delle due Regioni: Sicilia (La Presidenza) e Lombardia (Il Consiglio regionale); oltre ovviamente a quelli della banca Popolare di Ragusa e dell’Università Kore e del Comune e dell’associazione culturale dei gaglianesi che ci ospitano e supportano oltre che coorganizzatori. Questo è il simbolo del nostro operato, questo è la F.A.Si. Un ponte tra le due terre. Enrico Mattei nel suo celebre discorso ha evidenziato che molti tecnici specializzati dell’ENI venivano dalle terre svantaggiate in cui tornavano a portare lavoro e conoscenza, oggi sintetizzeremmo “Know how” per modernizzare e sviluppare proprio le terre da cui erano stati costretti ad andare via. Noi della F.A.Si ci siamo definiti duarnte EXPO 2015 “Gli ambasciatori delle nostre terre di origine”. Oggi questo non basta! Oggi assistiamo all’arrivo continuo dei nostri giovani in Lombardia, moderni emigrati, non più con la “valigia di cartone” ma con gli Ipad e ebook sotto braccio, insieme ad una pergamena preziosa, costata sacrifici ed abnegazione. Nostro compito aiutarli ad inserirsi ma a ricordare loro che quelle conoscenze vanno “riportate” indietro per aiutarli a tornare e impedire ad altri coetanei di partire per contenere e frenare il più possibile quell’impoverimento inesorabile di capitale umano. Per farlo dobbiamo sensibilizzare Istituzioni, società e mondo della cultura a aiutarli ed ad incentivarli in questa missione. Dopo le generazioni “freccia del sud” e “conca d’oro” abbiamo quelle “Easy jet” e “Ryanair” oltre che “Freccia Rossa” ( anche se per le Ferrovie l’Italia finisce a Salerno, comunque vicino Eboli perchè il Ponte non ce lo fanno; ma anche questo sarà un’altro convegno che magari faremo coadiuvati dalla testata giornalistica Mondonuovo e dal nostro amico direttore Giovanni Frazzica) ma il destino e le difficoltà sono sempre le stesse. A noi tocca tenere vivo il ponte delle nostre terre (Sicilia e Lombardia) in campo economico, sociale, culturale e ben venga in questo senso la disponibilità dei nostri amici della Scala di Milano, per far si che il senso di scambio e di arricchimento sia reciproco e non mono direzionale, perchè sappiamo, da buoni “Terroni” (Noi possiamo dircelo) che se non ce ne occupiamo noi in prima persona, prendendocene carico, nessuno lo farà veramente al posto nostro.

. Nicola Lombardo al centro tra Pietrangelo Buttafuoco e Filippo Errante 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *