editoriale

Visita del Dalai Lama, Accorinti ha superato il limite di Giovanni Frazzica

Visita del Dalai Lama, Accorinti ha superato il limite di sopportazione dei messinesi di Giovanni Frazzica

Per molti la sensazione che la venuta del Dalai Lama a Messina sia un evento religioso è molto tenue, ne è considerato uno spettacolo tale da giustificare la spesa di cui incomincia ad emergere il grosso profilo. In tanti incominciano a pensare che il sindaco Renato Accorinti abbia superato ogni limite. Se il Comune, con la situazione finanziaria che si ritroca,  sborserà un solo euro sarà attaccato dalle opposizioni. l 16 e il 17 agosto saranno dunque giorni che per il sindaco Accorinti, dovranno consacrare Messina  come punto di riferimento per il buddhismo mondiale. Il suo punto di riferimento, la personalità a cui , nel proprio intimo, esprime desideri e rivolge preghiere, Sua Beatitudine il Dalai Lama, sarà prima a Taormina e poi a Messina. Chi in questi giorni gli è vicino racconta che il sindaco non sta più nella pelle, si trova in piena fibrillazione da preparativi, comincia a contare nella sua mente quanti si metteranno in fila per potere assistere alle meditazioni e agli aforismi di Sua Beatitudine. E nella sua mente i numeri sfiorano milioni di presenze. Non solo per potere sfiorare, almeno con lo sguardo, il capo spirituale del Tibet religioso, ma, soprattutto, per racimolare incassi da record per poter pagare le spese del viaggio e del soggiorno di Sua Beatitudine. Perché chi vorrà ascoltare le meditazioni dell’uomo vestito di arancione dovrà … pagare. E questo per non far gravare sul bilancio. Accorinti prevede migliaia, se non milioni, di persone interessate, forse in numero pari ai cattolici. Lui ne è convinto. Così convinto che, sua sponte, senza consultare il consiglio, ha deciso di dare al Dalai Lama la cittadinanza onoraria messinese. Il Consiglio è giustamente insorto, innescando una nuova polemica politica col primo cittadino: “la cittadinanza onoraria – è insorta il presidente del consiglio Emilia Barrile, la vota il massimo consesso cittadino, non può assegnarla il sindaco di sua volontà”. Immediata la risposta di Accorinti: “Il Dalai Lama arriva il 16 a Taormina e il 17 a Messina, è un evento di primissima grandezza, prima di quella data il consiglio ha fissato una seduta. C’è il tempo che esprima il suo assenso”. Anche CapitaleMessina fa sentire la sua voce: “I cittadini messinesi, la maggior parte dei quali prima dell’era Accorinti o non sapevano nulla del Tibet o se me disinteressavano bellamente, si sono improvvisamente divisi in partigiani dell’indipendenza del piccolo Stato asiatico oppure decisamente ostili al movimento indipendentista buddista, a seconda della personale simpatia od antipatia verso il sindaco scalzo, scrive tra l’atra l’Associazione, al di là dell’ironia, la questione va’ portata nei seguenti termini: il Dalai Lama, personaggio internazionalmente noto, premio Nobel per la pace, deve essere il benvenuto nella nostra città. E non ci scandalizza che per ascoltare il suo messaggio religioso si debba pagare un biglietto per contribuire a sostenere le spese dell’evento: chi lo desidera paghi, chi non vuole faccia altro. Si chiama libertà “bellezza”! Quello che ci scandalizza è invece ciò che leggiamo in un post facebook dell’architetto Nino Principato, secondo il quale il 3 agosto la Giunta comunale di Messina, su proposta di deliberazione n. 599 dell’Ufficio di Gabinetto del Sindaco Accorinti, abbia stanziato un contributo finanziario di 120.000 euro alla “Fondazione Taormina Arte Sicilia, quale soggetto in house, per l’organizzazione, la gestione e la rendicontazione di Convegni che si terranno al Teatro Greco di Taormina e al Teatro Vittorio Emanuele di Messina in occasione della visita del Dalai Lama prevista per il 16 e 17 settembre 2017”. Allora, chiediamo al Sindaco: con quale motivazione è stata destinata la cifra significativa di 120.000 euro per un evento privato, e pure a pagamento? Non sarebbe stato preferibile stanziare la stessa cifra o parte della stessa per la manifestazione della Vara, che per i cittadini messinesi e per i turisti ha un significato storico-culturale decisamente maggiore rispetto alla visita del capo religioso tibetano?”. Ancora più determinato appare Cateno De Luca che scrive: “Se il sindaco Accorinti non revoca immediatamente questa delibera  che autorizza l’utilizzo di 120 mila euro dati dal Comune di Messina a Taormina Arte in caso di necessità per coprire i costi di questi show del Dalai Lama, io  domani martedì 8 agosto occuperò Palazzo Zanca, perchè non è pensabile che un comune  ormai praticamente in dissesto possa bruciare questa entità di fondi”. A dirlo in una nota è l’ex deputato regionale di Messina Cateno De Luca, ora candidato a sindaco della città dello Stretto, dopo la decisione della giunta di Messina di destinare 120 mila euro per  gli eventi con il Dalai Lama a Taormina e Messina nel caso  gli introiti provenienti dagli incassi dei biglietti non dovessero bastare a coprire le spese. “Presenterò – prosegue De Luca – un esposto alla Procura,  alla Corte dei Conti e agli altri organi competenti di vigilanza su conti pubblici e sulla legittimità degli atti. Accorinti vuole inoltre che i soldi raccolti con la vendita dei biglietti durante gli incontri con il Dalai Lama a Messina e Taormina vengano destinati ai bimbi tibetani e, sebbene  questo sia ammirevole, vorrei sapere  ai bimbi di Messina chi ci pensa? Anche i piccoli della città peloritana vivono spesso in famiglie senza sussidi e che sono in povertà nelle baracche. Chiedo che il presidente del consiglio Emilia Barrile convochi il consiglio comunale per la sfiducia ad Accorinti e alla sua setta al più presto”. Questa volta i pericoli per il Dalai Lama non vengono dale guardie rosse maoiste, ma dalla superficialità con cui Accorinti sta gestendo la preparazione dell’evento.

  • già pubblicato da “i Vespri”

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