editoriale

Solo Grillo può salvare l’Italia di Cosimo Recupero

 Solo Grillo può salvare l’Italia di Cosimo Recupero

La scena politica italiana è ormai letteralmente putrefatta. I leader di PD sono morti che camminano. Nessuna proposta viene fuori dai partiti tradizionali. Ormai il parlamento è impantanato nel quotidiano tentativo di salvare banchieri, finanzieri, evasori fiscali e criminali di ogni tipo.

Il quadretto è desolante. Il Paese sembra completamente senza futuro. Chi può ruba. Ogni giorno un sindaco o un assessore del PD viene arrestato o indagato per fatti gravi: ruberie di ogni tipo, gente che approfitta di tutto. Renzi straparla in ogni talk show. Sembra uno di quei vecchietti tuttologi che, affacciati sui cantieri, spiegano agli ingegneri come scavare meglio i tunnel delle metropolitane. Non ha niente da fare Renzi e imperversa in TV, a spese degli italiani che pagano il canone. Ovvio.

E’ da un po’ che guardo cosa succede nei palazzi romani e non vi nascondo che mi prenderebbe la desolazione a vedere la pochezza della politica. Uso il condizionale, però, perché in effetti c’è ancora un’ultima speranza.

Da qualche settimana seguo il Movimento 5 Stelle con maggiore attenzione e devo riconoscere che alcune loro battaglie non sono poi così campate in aria. Il reddito di cittadinanza, per esempio. Chi potrebbe essere contrario ad una misura di giustizia come questa? Il reddito di cittadinanza  darebbe a tutti la possibilità di vivere con dignità, senza doversi vendere al potente di turno nella speranza di ottenere un posto di lavoro al Comune o nella forestale che, ovviamente, non arriverà mai.

Anche i tagli agli sprechi sono una misura logica e ormai urgentissima. Proprio il reddito di cittadinanza si potrebbe finanziare con i tagli agli sprechi. Basterebbe dimezzare gli stipendi di tutti i parlamentari e si troverebbero tutte le risorse per pagare un mensile a chi non ha un lavoro.

Dei pentastellati, inoltre, apprezzo la assoluta onestà e trasparenza. Apprezzo anche che, con gli anni, hanno maturato la necessaria esperienza per potersi assumere, finalmente, la responsabilità della guida del Paese alle prossime elezioni del 2018.

Di Maio è ormai abbastanza preparato per potere essere il prossimo Presidente del Consiglio. Di Battista può essere un suo ottimo vice o un ministro degli esteri in grado di far tremare i governi di mezza Europa.

Non c’è motivo di andare avanti a scrivere i motivi per i quali il voto ai cinque stelle è diventato, per gli italiani, un dovere civico e il lettore può benissimo fermarsi qui, se crede.

Detto questo, mi tocca fare una precisazione. Non credo ad una sola parola di quelle che ho scritto fino ad ora. Questo articolo è solo una sorta di esperimento per verificare il livello medio dell’elettore grillino che, nella maggior parte dei casi, si fermerà alle prime righe di questo articolo, trovandole del tutto conformi al proprio “non pensiero”, che è una naturale estensione del “non statuto” che, a sua volta, regola la vita di quello che loro chiamano il “non partito”. E trovandole conformi al suo non pensiero, come dicevo, si sarà già premurato di condividere questo articolo a manetta sul proprio mitragliatore mediatico, ovvero il proprio profilo Facebook.

Basta guardare anche lo stile della mia scrittura nella prima parte e qui. Fino a poco fa ho utilizzato frasi corte, semplici, al limite del banale, buone per essere metabolizzate da schiere di elettori arrabbiati col mondo che pensano che la democrazia sia quella cosa con la quale si può far decidere tutto al popolo, compresa l’estromissione dell’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dal Senato. Per loro non ci sono regole; la Costituzione è solo un polveroso libro pieno di frottole che servono ad impedire al popolo di decidere tutto con un click. Non si rende conto, la maggior parte di loro, che le Costituzioni nascono proprio per permettere alla gente di godere ancora di qualche libertà, seppur formale qualche volta, contro le tentazioni di chi, non sapendo ancora cosa fossero i click, usava manganelli e olio di ricino per dialogare con la gente.

Ho deciso di fare questo esperimento dopo che oggi ho avuto l’ennesima prova che l’elettore medio grillino è così. Una persona priva di qualunque spirito critico che risponde ad ogni tuo argomento con un “…e allora il PD?” che è davvero disarmante. Per esempio, in questi giorni è circolata la notizia secondo la quale Di Maio si sarebbe appropriato di un merito ovviamente non suo. Il nostro aspirante premier, infatti, si è vantato di aver attivato le ambasciate di mezzo mondo per far arrivare in Italia mezzi antincendio per far fronte ai roghi.

Ovviamente la notizia è stata smentita dai diretti interessati che hanno precisato che le richieste di collaborazione internazionale sono arrivate alle autorità europee tramite i canali ufficiali, a seguito di un’istanza della Protezione Civile. Ebbene, l’aver fatto notare questa cosa ad un grillino che, ovviamente, aveva condiviso la colossale bufala, ha determinato un attacco personale da parte di questo gentleman con tanto di insulti e, naturalmente, notizie sulle ruberie del PD che, nel caso di specie, non ci entravano affatto. Ma loro sono fatti così. Sono letteralmente accecati dai loro guru. Non si rendono conto di essere manipolati. Non capiscono che il comico genovese e la sua corte dei miracoli li stanno usando, facendo di loro le milizie della loro stessa autodistruzione. Un piano geniale quello di Grillo e Casaleggio:usare la gente per fare la guerra a se stessa. Far abbattere la Costituzione a quelle stesse persone che la Costituzione difende da se stessi, dalla propria insipienza, dal loro livore iconoclasta.

Ma a questo punto sorge una domanda. Dov’erano tutti questi elettori una volta? Può essere che il trenta per cento circa degli italiani siano così inetti da non capire di stare andando a sbattere in un vero e proprio fascismo 2.0?

La risposta è semplice. Intanto non tutti gli elettori di Grillo sono così, ma solo una parte, seppur la più grande. Le generalizzazioni le lasciamo volentieri a loro che pensano che tutti gli iscritti al PD o a Forza Italia siano dei mariuoli impenitenti.

In secondo luogo, oggi vota solo la metà degli italiani e quindi il trenta per cento dei votanti è, grosso modo, il quindici per cento dell’intero corpo elettorale.

La terza risposta sta nel fatto che una volta il movimento non c’era e il voto di protesta si divideva fra le estreme (neofascisti o anarchici, seppur celati in partiti dell’arco costituzionale) e, in parte, nel non voto.

Grillo ha solo dato cittadinanza a questi elettori che prima magari si accodavano a qualche capo elettore locale e il loro voto si annacquava un po’ qua e un po’ là, diventando ininfluente per la legge dei grandi numeri. Oggi no. Oggi tutti questi voti sono stati canalizzati sotto un unico simbolo che, per resistere elettoralmente, deve incarnare la voglia dell’elettore di urlare senza nemmeno sapere contro chi o contro cosa; e questo può farlo solo Grillo al centro. Non è un caso se, nelle amministrative appena celebrate, per il M5S sia stato un flop ammesso persino dallo stesso comico capo, o rectius, capo comico.

In chiusura devo dire due cose: la prima è che a Beppe Grillo va riconosciuto il merito di aver saputo costruire questa macchina senza pilota che, alla prima occasione però, andrà inesorabilmente a sbattere come sta succedendo a Roma e persino a Torino dove la Appendino sembrava il volto più rassicurante della parte governista del movimento. E questa cosa la dico sinceramente.

La seconda la dico a beneficio degli elettori grillini. Come ho detto, non credo che nessuno di loro si sia preso la briga di arrivare a leggere fin qui. Al novantanove per cento di loro saranno bastate le lodi sperticate delle prime righe per condividere l’articolo. Ma c’è sempre un altro uno per cento che magari, un po’ più furbetto, va direttamente alla fine del pezzo per vedere dove va a parare. A beneficio di questi, quindi, dico che solo Grillo può salvare l’Italia.

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