attualità editoriale

Il Conte Mascetti di Cosimo Recupero

Il Conte Mascetti di Cosimo Recupero

 

Oggi, 24 maggio, anniversario della battaglia del Piave, abbiamo assistito all’ennesimo show in salsa grillina: la pattuglia di deputati regionali del M5S ha rinunciato, in pompa magna, al vitalizio spettante ai deputati emeriti di Sala d’Ercole. Naturalmente il tutto con tanto di lettera di rinuncia riprodotta in una gigantografia esposta in favore di telecamere, col solito pistolotto di accompagnamento per dire che loro rinunciano ai privilegi, naturalmente omettendo di precisare a cosa stanno rinunciano esattamente.

E allora facciamo due conti. I nostri supereroi hanno, a norma di regolamento dell’ARS, dichiarato che non riscuoteranno il vitalizio, che poi altro non è che la pensione di chi ha fatto il deputato, ovviamente da quando questo diritto sarà maturato. Poiché il vitalizio ammonterebbe, per questi kamikaze della democrazia, a circa 1600 euro lordi al mese e siccome lo maturerebbero subito, anche con una sola legislatura, ma potrebbero riscuoterlo a 65 anni e, considerando che l’età media dei nostri baldi giovani è di 35 anni circa, in altre parole la Regione Siciliana, fra circa 30 anni, risparmierà 20.000 euro al mese che, ovviamente, a quella data, saranno spiccioli.

In altre parole, fra trent’anni, quando il vitalizio entrerebbe in pagamento, se i siciliani fossimo sempre circa cinque milioni, ognuno di noi risparmierebbe meno di 50 centesimi l’anno grazie a questo personale gesto di autolesionismo economico della premiata ditta Grillo e Cancelleri.

Ovviamente tale rinuncia non è avvenuta a inizio legislatura, ma adesso, ad un mese dalle elezioni amministrative che riguarderanno anche la Città di Palermo e a pochi mesi dalle elezioni regionali di novembre.

E va da sé che tale pantomima ha il solo scopo di raccattare qualche voto in un momento in cui il M5S non gode certo di buona salute. La vicenda firme false a Palermo, la questione di Forello, candidato sindaco sempre del capoluogo siciliano che avrebbe imposto le proprie prestazioni professionali di avvocato alle aziende che decidevano di denunciare il pizzo (usiamo il condizionale, sarà la magistratura ad accertare la veridicità del fatto e l’eventuale rilevanza penale), la profonda disorganizzazione del movimento in Sicilia, potrebbero essere elementi di debolezza alle prossime tornate elettorali, mettendo a rischio anche il risultato nazionale. Se a questo ci si aggiunge anche la carnevalesca conduzione grillinadi Roma, il rischio è che il movimento 5 stelle possa iniziare un lento declino che, alle politiche 2018, potrebbe essere aggravato da una legge elettorale meno maggioritaria del porcellum o dell’italicum.

Ma permettetemi una considerazione. Questi show da quattro soldi, sul vero senso della parola, mi sanno tanto di una politica tutta pizza e fichi, senza contenuti, buona soltanto per autoperpetuarsi, almeno fino a quando non si arriverà alla “soluzione finale” della conquista del potere a tutti i livelli da parte del movimento 5 stelle, ovvero del guru e dei suoi adepti.

In realtà il M5S è nel caos. Non c’è visione di futuro. Le posizioni su temi più o meno centrali come l’Europa e l’euro, le vaccinazioni, il posizionamento sullo scacchiere internazionale, le politiche economiche, cambiano schizofrenicamente come una pallina nel flipper.

Nel tentativo di accaparrarsi le simpatie dei grandi gruppi sociali, Grillo dice prima che la Chiesa deve pagare l’IMU, anche sugli immobili ricadenti in territorio vaticano, (quindi tecnicamente all’estero), per conquistare le simpatie degli anticlericali, e poi promette sovvenzioni alle scuole cattoliche. Imita, con fare blasfemo, la distribuzione della Santa Eucaristia in un suo show, facendo ingoiare un insetto a chi ha pagato 50 euro per assistere a questo scempio e poi si paragona a San Francesco. Il tutto in un susseguirsi incomprensibile, utile per generare negli elettori abbastanza confusione che, come sanno gli piscologi, è uno dei modi per indurre la suggestione ipnotica. Per chi si intende di cinema, tale tecnica era usata dal Conte Mascetti, nella saga di Amici Miei, per ottenere ciò che voleva. A lui bastava avviare un breve gramelot di parole inventate, come la celeberrima “supercazzolaprematurata”, e poi infilarci dentro l’unica cosa comprensibile che era quella che interessava a lui, per ottenerla dal suo interlocutore.

Grillo sta tentando di rifilarci la più grande supercazzola della storia, con questo giochino di parole in libertà, in cui le uniche cose comprensibili sono il taglio degli stipendi, che loro millantano al cinquanta per cento ma che non supera mai il dieci, e il reddito di cittadinanza, altra grandissima bufala irrealizzabile per i costi enormi che comporterebbe. Io spero che gli italiani se ne accorgano, altrimenti correremmo il rischio di immolare altri cinque anni della nostra storia sull’altare della stupidità, perdendo ancora una volta il treno della ripresa internazionale e riducendo il nostro peso politico ed economico, il tutto come se fosse “sbiricuda”.

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