editoriale

Waterfront, Pippo Isgrò: i risultati di Accorinti sono fallimentari

Waterfront: Analisi, iniziative e proposte per il rilancio di Messina sul mare

Alla luce dei  risultati ottenuti dall’attuale amministrazione che sono da considerarsi fallimentari, anche e soprattutto, per la mancata bonifica e il naturale rilancio del Waterfront. Con la mancata attuazione del programma già iniziato dalla precedente amministrazione, inspiegabilmente però stoppato dall’attuale, che aveva il dovere di   continuare e concludere la bonifica delle aree suddette  L’importante iniziativa di risanamento della fascia costiera, doveva essere considerata un impegno strategico e importante per la riqualificazione del sistema integrato del fronte mare, con il centro della città di Messina.

La parola d’ordine del Sindaco e dell’intera Amministrazione attuale, in merito al rilancio del fronte mare e non solo, forse è custodita gelosamente dal Direttore e Segretario Generale Le Donne, Il Dirigente più pagato d’Italia.

Egli è un uomo al comando, il quale agisce in solitudine, spesso senza  informare nè il Sindaco nè l’Assessore al ramo, prendendo decisioni importanti. La bonifica e il rilancio dei litorali, non è più una priorità per questa Amministrazione.

Ma entriamo nelle questioni che mi hanno riguardato da vicino. Io speravo vivamente, che questa amministrazione continuasse l’opera di risanamento iniziata, per poter riconsegnare in tempi brevi la fascia costiera, alla libera fruizione dei messinesi. In questa ottica speravo che non potessero essere tralasciati gli aspetti territoriali che meglio rappresentano la città e cioè, le aree della zona sud che vanno dal cavalcavia,  via S. Cecilia e  Via Don Blasco fino alla chiesa di Loreto, per poi continuare fino a Ponte Schiavo. A nord, bisognava recuperare le case basse di Paradiso, rilanciando  la riviera nord con i suoi splendidi villaggi marinari e cioè Ganzirri, Torre Faro,S. Agata,Grotte etc,  che   fanno parte integrante del centro cittadino.

Il comune  di Messina si affaccia su  circa 60 Km di costa. Tanti chilometri di linea irregolare, che unisce la città, i villaggi, le periferie,  armonizzando con le spiagge e i porti. ( Case Basse Paradiso,Porticciolo Turistico, Porto Commerciale e gli approdi di Tremestieri.

E’ opinione diffusa, che da questi 60 chilometri di costa, dovrebbe passare il futuro per il rilancio turistico e commerciale della città di Messina e dei suoi abitanti.

Il condizionale  è d’obbligo, perché non basta disporre di chilometri di costa per avere un futuro certo, quanto piuttosto, il tipo di scelte che verranno operate su di essi.

E’ certamente vero che oggi i territori costieri rispetto ad altri, offrono maggiori opportunità di rilancio sociale, culturale, economico, urbanistico ed altro ma è altrettanto vero, che processi di questo tipo sono lunghi e complessi e richiedono sapienti programmazioni, nonché ingenti risorse. A tal proposito sui 60 km di fascia costiera si potrebbe utilizzare il Master Plane che essendo un documento di indirizzo strategico che sviluppa ipotesi complessive sulla programmazione, può individuare al suo interno, i soggetti interessati al rilancio delle aree dei fronte mare, le possibili fonti di finanziamento, gli strumenti e le azioni necessarie per la sua attuazione.

L’approccio a tali temi, assai complessi, deve necessariamente passare da un confronto con quanto già fatto in altre realtà, sia in Italia che all’estero

Sin da subito, deve essere  ritenuto opportuno, avviare una indagine  presso i competenti assessorati, per verificare quali sono state le iniziative già poste in essere nel recente passato, migliorarle, così da poterle inserire utilmente, nella elaborazione di un programma integrativo a cui tutti i cittadini, gli ordini professionali e gli esperti,   potrebbero partecipare per fornire preziosi contributi che sono attesi ardentemente, da quanti hanno a cuore lo sviluppo della fascia costiera e le sorti di Messina.

Vanno tenute anche nella giusta considerazione,  le proposte presentate da associazioni e tecnici delle pubbliche amministrazioni. Il futuro della nostra città è direttamente proporzionale al bontà delle idee progettuali che saranno messe in cantiere.

Dall’inizio dell’Operazione Water Front, è emersa la consapevolezza che la quantità delle aree interessate al risanamento è elevata e pertanto, si richiedono iniziative capaci di attrarre forti investimenti e di diversa natura, per individuare con forza, le peculiarità delle varie parti di territorio immaginando, per ciascuna di esse, la più opportuna strategia di rilancio. Il Master Plane non essendo regolamentato dalla rigidità delle leggi dello Stato è flessibile, per questo è usato sia in Europa che nel resto del mondo come strumento di pianificazione e  programmazione territoriale,

Nel rilancio del Waterfront sono importanti i finanziamenti, i meccanismi procedurali amministrativi, La conoscenza delle normative europee,  il rispetto del territorio   e tanto altro. Questo, è in sé il vero problema che va affrontato e risolto da gruppi di lavoro seri e competenti e innamorati della propria città   L’esigenza di organizzare un complesso scenario di sviluppo territoriale, non può prescindere dalla individuazione di un luogo fisico dove custodire, sviluppare e poter acquisire quella elevata mole di informazioni, dati studi, progetti ed altro che nell’insieme, concorrono a  mettere a fuoco  il pensiero finale, di una Amministrazione lungimirante. Oggi la sede dell’ex Provincia Regionale potrebbe essere la “Location” ideale,  deputata a diventare una “Officina per governare i progetti, le contaminazioni culturali e l’ingegno architettonico dei singoli professionisti nel rispetto dell’ambiente.

Disegnare sia pure metaforicamente, il waterfront, significa coniugare architettura, ingegneria, sociologia, cultura, economia e giurisprudenza.

Sono processi complessi che vanno governati senza sfilacciature.

Le verifiche che dovranno essere  condotte nell’immediato futuro, devono permettere di individuare le eventuali criticità del sistema, la cui analisi, deve permettere di formulare le prime proposte che a seguire elencherò:

L’eccessiva dispersione delle informazioni utili al problema, che risultano depositate presso uffici diversi e non in modo organico, presso un singola unità operativa;

L’impossibilità di controllare lo sviluppo armonico del territorio costiero, per effetto delle criticità sopra individuata, anche in riferimento alle iniziative già programmare e/o avviate;

Necessità di sensibilizzare i cittadini, che sul tema del Waterfront dispongono di informazioni spesso parziali e distorte e non ne conoscono le reali potenzialità. Ciò, potrebbe generare diffidenza verso programmi di trasformazione urbana particolarmente ambiziosi.

Situazione economica generale e locale, non favorevole nell’immediato;

Insufficienti attività, in materia di promozione del territorio e delle iniziative ad esso correlate.

Il lavoro di approfondimento, cui continuiamo a dedicarci, potrà far emergere altre criticità che saranno evidenziate nel proseguo.

Il grande movimento che negli ultimi anni si è generato, a livello mondiale, attorno alle problematiche del waterfront dimostra, da un alto, la strategicità del tema trattato ma dall’altro lato, l’importanza che rivestono gli approfondimenti preliminari e la necessità che gli stessi siano adeguati al caso.

Le trasformazioni urbane, riguardano interessi pubblici e privati e vanno concertati e condivisi, alla luce di chiari programmi operativi e piani finanziari sostenibili.

Un ruolo importante dovranno averlo i privati nel coniugare armonicamente investimenti e profitti, rispettando la “cultura del bello”.

Dovrà essere tarato un nuovo modello di approccio al problema proposto, esso consisterà nel generare, con la massima partecipazione delle forze attive della città e di professionisti dotati delle necessarie conoscenze ed esperienze, una forte idea di sviluppo del Waterfront, attraverso l’adozione di uno strumento tecnico economico flessibile che costituisca la linea guida, cui ispirare tutte le future iniziative concrete, che potranno avviarsi  nel medio termine.

Riteniamo imprescindibile dotarsi di questo strumento senza il quale,. Potrebbe corrersi il rischio di “navigare a vista” o peggio, perdere il governo degli eventi, subendone ogni conseguenza negativa.

Un programma così articolato e complesso, deve essere correttamente promosso, al fine di coinvolgere costruttivamente la comunità, le istituzioni ed in genere, tutte le espressioni della società per dotare l’iniziativa del necessario interesse, senza il quale è difficile ipotizzare per essa, l’auspicato successo.

Ritengo che la promozione della iniziativa,grazie agli organi di informazione, passi da alcuni momenti importanti che a seguire, potrà essere ottimizzata, in relazione ai suggerimenti ulteriori, che proverranno dal Consiglio Comunale, dagli Ordini Professionali e dalla Opinione Pubblica.

Sono stati organizzati nel recente passato eventi d promozione, aventi la finalità di illustrare le questioni inerenti l’iniziativa, di condividere e confrontare  informazioni e prime idee in merito, di presentare alcune proposte legate al rilancio e la salvaguardia della fascia costiera messinese ma che può interessare l’intera Sicilia.

Molte saranno le iniziative che potranno essere intraprese, per promuovere ulteriormente i risultati del lavoro svolto  e per diffondere il programma di sviluppo, in modo da attrarre l’ interesse di investitori anche stranieri che aiutino la città a scommettere, sullo sviluppo del waterfront e sul  futuro di ciascuno di noi.

 

Il Segretario Regionale

Giuseppe Isgrò

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