editoriale

Legge elettorale: riflessioni e proposta di Nino Quartarone

“la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione “

E’ d’obbligo, per rispetto del Popolo e della sua Sovranità, una riflessione politica, sociale e culturale: “” il Popolo tutto, e sottolineo tutto, è il Sovrano di questo Paese, e come tale non può non essere considerato, pur nella sua naturale eterogeneità di caratteri, culture ed interessi, che UNO.                                                                                     E’ assurdo ritenere che un Sovrano possa essere sdoppiato.  E non può essere accettato il detto < tutti colpevoli, nessun colpevole >vale a dire < tutti sovrani, nessun sovrano >.    Il concetto di sovranità popolare risiede unicamente nei principi e nei valori della nostra Carta Costituzionale, Legge guida, che, dettando diritti e doveri, mira a concretizzare l’effettiva volontà del popolo sovrano che è quella di godere del diritto naturale alla vita e di condurre una esistenza serena. Qualunque altra norma, essa sia legislativa o regolamentare o dispositiva, che va contro detti principi e valori creando privilegi o danneggiando anche un singolo cittadino, è norma che lede la sovranità del popolo.Da quasi sei/sette lustri : la confusione legislativa, accentuata sempre più dal proliferare delle leggi secondarie – per soddisfare egoismi e avidità -; la non certezza del diritto e della pena e la mancanza del controllo, che favoriscono la corruzione;l’eccessiva imposizione fiscale e le vergognose ed intollerabili sperequazioni, imposte dai cittadini rappresentanti del popolo,hanno tolto serenità e fiducia ad una grande maggioranza di Cittadini e, di fatto, cancellato la forma democratica introducendo quella oligarchica. I cittadini rappresentanti del popolo nell’approvare levarie leggi elettorali, succedutesi nel tempo, non hanno mai tenuto in debita considerazione il concetto culturale di Sovranità, ritenendo, forse, che la sovranità del popolo si trasferisce, all’atto del conferimento della rappresentanza parlamentare – “senza vincolo di mandato”-, in  capo al Parlamento e agli organi dell’apparato istituzionale, considerando lo Stato, non come apparato organizzativo di mero servizio condotto da Cittadini, ma come organismo supremo autoritario avente potere e forza coattiva.

Le connesse ed indivisibili culture dell’“agire per dovere” e del “controllo”, non fanno parte della nostra educazione civica.

Vero è che, con le leggi elettorali si è sempre tenuto conto della volontà del popolo votante, che mantiene, così, la sua sovranità attraverso i suoi rappresentanti; Ma è pur vero che non sono state mai considerate le motivazioni socio-politiche dell’astensione  al voto,ma pur sempre manifestazioni di volontà, del popolo non votante che, anch’esso sovrano, non è  rappresentato da nessuno, e per questoperde di fatto la sua sovranità.       La non presenza della rappresentanza politica del popolo dissidente ha favorito la trasformazione della forma di governo democratico in autarchico.

Le motivazioni dell’astensione o del non dichiarare la preferenza  ( schede bianche o nulle ) sono molteplici e di diversa natura:

  1. a) perdita di fiducia e rassegnazione e/o rabia;b) ignavia ed ignoranza;
  2. c) impedimento ad andare a votare;
  3. d) disinteresse assoluto alla politica, – l’uno vale l’altro -, lasciando che altri decidano per lui;  Ed allora, nel rispetto dei valori e dei principi della Legge  (lg. Costituzione ); nel rispetto della dignità sociale di ogni singolo Cittadino, che ha il diritto al rispetto delle sue opinioni; nel rispetto della Repubblica democratica;nel rispetto dell’etica e della morale, della lealtà e dell’onestà, della trasparenza e dell’onore; nel rispetto del giuramento di fedeltà; nel rispetto e per il ripristino ed il mantenimento della  Sovranità popolare, bisogna trovare, con una giusta legge elettorale, quella soluzione che tenga conto di tutte le molteplici volontà dando ad ognuna di esse la dignità che merita per diritto.

Propongo  con giovevole e benefica“presunzione politica” di  suddividere la percentuale dei non votanti nel seguente modo: il 40% di essa è concessa agli sfiduciati e agli rassegnati, assegnando i relativi seggi a professionisti scelti, con criterio valutativo da definirsi, tra costituzionalisti ed economistiche, “con vincolo di mandato”, per essere rappresentanti del “popolo silenzioso”, avranno diritto alla parola e non di voto conferendo loro il compito di esprimere  parere obbligatorio, politico-professionale, non vincolante sulla regolarità e sulla costituzionalità di ogni singolaproposta di legge; avranno il diritto-doveredi adire il Presidente della repubblica, garante della Costituzione, e successivamente la Corte Costituzionale e, per gli impegni di spesa, la Ragioneria dello stato e la Corte dei conti.

Ed avranno il compito di dare “voce” e “dignità” alle petizioni e alle proposte di legge dei Cittadini e ai referendum (democrazia partecipativa).  Costoro manterranno lo stipendio percepito all’atto della nomina( i doppi incarichi aboliti )  e avranno il diritto al rimborso per le spese realmente sostenute( vitto, alloggio e viaggio ) e ad un gettone di presenza, sufficiente per le amenità, di euro 50,oo.(Stesso status sarebbe opportuno riservarlo anche ai senatori a vita la cui nomina dovrebbe essere considerata come massima onorificenza al merito della repubblica).

L’altro 60%, espressione dell’ignavia e del disinteresse, viene assegnato per diritto al partito di maggioranza relativa per garantirne la governabilità.I cittadini, primi dei non eletti, saranno nominati parlamentari ed avranno – dando così un inizio di moralità ed un segnale di etica politica -un trattamento economico, da stabilirsi, diverso da quello attualmente percepito dai parlamentari eletti.                                                                                           Sarebbe opportuno che si intervenisse, con forza e convinzione,     – lo vuole e lo richiede la maggioranza del popolo – per sospendere l’indebito arricchimento, derivante da vitalizzi, pensioni e sconcertanti e volgari privilegi, che con legge gli innumerevoli“ opportunisti” cittadini rappresentanti politici e super burocrati, di oggi e di ieri, hanno legalizzatoe che, senza onore, invocano, a difesa, il loro preteso diritto acquisito.   (articolo 69 della Cost. “ i membri del parlamento ricevono una INDENNITA’ stabilita dalla legge”, indennità e non altro…. )La stessa difesa la potrebbe fare il ladro invocando il titolo possessorio……

Non dimentichiamo che la Politica, in un regime repubblicano a forma democratica e, per di più, a vocazione cristiana, deve essere intesa come missione e come tale dovrà essere strettamente connessa principalmente ed esclusivamente con l’economia reale per rendere, di fatto, attuabili i valoridemocratici della libertà, intesa soprattutto come affrancamento dai bisogni primari, dell’uguaglianza, che significa anche e soprattutto rispetto delle diversità, e della solidarietà che è espressione di carità e di dovere civile e sociale. Non dimentichiamo che con il regime repubblicano a forma democratica è abolito quel dualismo di dominato e dominato, tipico e conseguenziale dei regimi monarchi, dittatoriali ed oligarchici.                                                                                                               Il Cittadino al servizio del Cittadino.     Il Cittadino operatore ecologico è al servizio del Cittadino magistrato e il Cittadino magistrato è al servizio del Cittadino operatore ecologico; il Cittadino politico al servizio di entrambi.

E per concludere desidero consegnare a Voi Tutti una mia riflessione dal profilo culturale, chiedendoVi:                                                                                                                       “” e se usassimo, trattando di politica e burocrazia, il sostantivo DOVERE al posto di POTERE entreremmo o no in altra dimensione culturale, e soggettivamente anche psicologica, più consona al concetto di SERVIZIO “”?  Dovere politico, invece che potere politico, dovrebbe rispecchiare meglio il senso del servizio che il Cittadino politico va a compiere.      

Esempio:

Elettorato attivo 56.000 individui per 65 seggi parlamentari.

Un seggio per ogni 861,5 votanti

Votano           33.600 persone; il 60% a cui vanno 39 seggi Non votano   22.400 persone; il 40% a cui corrispondono 26 seggi

Distribuzione dei voti:<il numero dei voti acquisiti moltiplicato per 100 e diviso per il numero dei votanti> e <il numero dei voti acquisiti moltiplicato per 100 e diviso per il numero degli aventi diritto >

Il partito  A ottiene  11.500 voti, che corrispondono al 34,23 % dei votanti ed al 20,53% dell’elettorato attivo;

Il partito  B   8.000 voti, che corrispondono al 23,80 % dei votanti ed al 14,38 dell’elettorato attivo;

Il partito  C    6.100 voti, che corrispondono al 18,15 % dei votanti ed al 10,89 dell’elettorato attivo;

Il partito  D    5.800 voti, che corrispondono al 17,26 % dei votanti ed al 10,35 dell’elettorato attivo;

Il partito  E     2.200 voti, che corrispondono al  6,55 % dei votanti ed  al 3,92  dell’elettorato attivo.

Il “partito“X  dei non votanti  22.400 voti, che corrispondono allo 0,00 ed al 40 % dell’elettorato attivo.

Distribuzione dei seggi:

56.000 è il numero degli aventi diritto ( elettorato attivo ), che divisi per 65, che è il numero dei seggi da assegnare, significa che il seggio è assegnato con 861,5 voti.

I 39 seggi, numero determinato dalla percentuale del popolo dei votanti, verranno assegnati ai vari partiti sulla base dei voti da ognuno di essi acquisiti.                                                                                     Ad A andranno 13,34 seggi; a B 9,28; a C  7,08 ; a D  6,73 ;aE 2,55.                                                                                                                                Il resto maggiore è di D e quindi andrà assegnato un ulteriore seggio, totale sette seggi.

Il partito A, sulla scorta dei risultati, è il partito che ha riportato più consensi e quindi è partito di maggioranza relativa.   Esso è legittimato a governare.

Ma c’è da considerare quei 26 seggi che, per mancanza di una esplicita espressione di voto, resterebbero vacati.  Questi, come detto in precedenza, verranno distribuiti sulla scorta delle considerazioni sopra esposte.

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