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Openpolis: per legalizzazione cannabis alleanza anomala

BENEDETTO DALLA VEDOVA

Con il previsto no dei centristi la legge non passerà mai, l’unica possibilità è che si crei un’alleanza “anomala”. La proposta di legge sulla cannabis è stata rinviata in commissione e chissà se riuscirà mai a tornare nell’aula di Montecitorio. Il suo percorso, infatti, molto a rischio. Lo conferma uno studio di Openpolis, l’associazione indipendente che fra le altre cose monitora e documenta il lavoro del Parlamento, che è andata a verificare nelle pieghe dei lavori parlamentari come per arrivare all’approvazione finale il progetto di legge dovrebbe superare molti ostacoli. Il primo, quello fondamentale, è trovare i voti necessari per arrivare al via libera. Il testo, infatti, è stato preparato dall’intergruppo per la legalizzazione della cannabis guidato dal sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova ed è stato firmato da 222 deputati e 71 senatori appartenenti a vari gruppi. Alla Camera le firme arrivano per il 39 per cento dal M5S (87 deputati) e per il 38 per cento (85) dal Pd. Sel ha contribuito per il 12 per cento con 28 deputati. Queste adesioni sono però lontane dal costituire una maggioranza utile per l’approvazione. Openpolis ha provato allora a disegnare alcuni scenari possibili. Il primo prevede che il progetto venga fatto proprio e votato dall’attuale maggioranza di governo. Ma Alleanza popolare, il gruppo dei centristi, ha già detto che farà le barricate contro la legge. Anche così alla Camera il Pd e il resto degli alleati di governo avrebbero 333 voti, più che sufficienti per approvare il testo. Ma al Senato invece, nella migliore delle ipotesi, senza Ap i voti si fermano a quota 133, molto lontani dall’asticella dei 161. Si passa allora alla seconda ipotesi studiata da Openpolis: un voto comune fra Pd, M5S e Sinistra italiana-Sel. I numeri ci sarebbero: 167 al Senato, 444 alla Camera. Ad una condizione: il Pd dovrebbe essere compatto. Ma alla Camera sicuri per il sì sono solo 85 i deputati che hanno sottoscritto il testo. Apertamente contrari sono i 40 deputati che fanno capo ad Alfredo Bazoli, già attivi contro la stepchild adoption, più una cinquantina di franceschiniani e i popolari dem di Fioroni. Inoltre questo scenario prevedrebbe l’approvazione di una legge con una maggioranza alternativa a quella di governo. Ipotesi fino ad oggi mai diventata realtà. Alla Camera sono passate 20 leggi con il voto favorevole di tutti i gruppi, 16 siglate dalla sola maggioranza, una sola con voto favorevole di maggioranza e Sel: zero con il sì di maggioranza di governo più grillini. Il quadro è più o meno simile al Senato: 17 leggi bipartisan, 15 approvate dalla sola maggioranza, una sola votata dalla maggioranza più M5S.

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