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I Giovani Dem dei Nebrodi vogliono la legalizzazione della marjiuana

DOCUMENTO

Il tema della legalizzazione della cannabis è  scottante ma come Giovani Democratici dei Nebrodi dobbiamo avere il coraggio di affrontarlo.

In un momento storico in cui il dibattito politico è incentrato sul referendum costituzionale o su tematiche internazionali come la Brexit o il contrasto al terrorismo, non vorremmo che la data del 25 lugliopassasse inosservata.

In  tale data il Parlamento discuterà per la prima volta un disegno di legge sulla legalizzazione “dell’erba a 7 punte”.

Riteniamo corretto informare l’opinione pubblica, evidenziando i punti focali del testo normativo.

Il testo Giachetti, sottoscritto da più di 200 parlamentari, nasce con una ratio ben precisa.

Sottrarre alla criminalità organizzata un mercato da ben 12 miliardi annui, regolamentarlo e controllarlo.

Solo ieri ci giunge la notizia di un’operazione della DDA di Messina con la quale è stato sgominato un giro di coltivazione/spaccio sul nostro territorio gestito dai clan locali.

Riteniamo che con l’approvazione del DDL Giachetti la mafia si vedrà sottratta una fonte importante di risorse con conseguente indebolimento di potere criminale sul territorio.

“Regolamentare la coltivazione della cannabis , limitandola all’autoconsumo e non allo spaccio, controllando di conseguenza le sostanze stupefacenti che vengano immesse sul mercato credo sia uno dei punti di merito che avvalora la necessità di un intervento legislativo come il d.l. Giacchetti” afferma Alessandro Ricciardo, segretario dei Gd NebrodiPiraino,nochè responsabile provinciale  all’ambiente della giovanile .

Sulla vicenda si è espresso anche  il segretario dei Gd Nebrodi di Brolo, Riccardo Spanò, nochè responsabile provinciale alle istituzioni: “ I dati numerici che riguardano gli introiti per le associazioni criminali dedite al traffico di stupefacenti hanno un grosso peso su quella che gli economisti chiamerebbero economia sommersa , un ‘economia che però, se lasciata nelle mani di bande malavitose diventa inevitabilmente un traffico incontrollato, tanto fruttifero quanto altamente malato”.

Emanuela Re,segretario del Circolo GD Nebrodi di Santo Stefano di Camastra e presidente della direzione provinciale dei GD di Messina ha le idee molto chiare sull’ argomento: “Legalizzare , a dispetto del pensiero che potrebbe dilagare in piccoli paesi di provincia come i nostri, non vuol dire aprire il mercato della droga al libero uso e consumo aumentandone nettamente il traffico ma, al contrario, permette di controllare non solo le quantità di cui ognuno può disporre ma anche e soprattutto le modalità di utilizzo.  È infatti regolamentata dal testo Giachettioltre l’autocoltivazione, anche il cosiddetto cannabis social club mirato a generare un monopolio attenuato, permettendo l’associazione di cinquanta persone . Legalizzare per controllare quindi, perché ricordiamoci che ove la legge è fallace, un ordinamento parallelo come la Mafia penetra e si rinvigorisce. “

 

Coordinamento GD Nebrodi

Alessandro Ricciardo, Riccardo Spanò ed Emanuela Re

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