sociale

CittadinazAttiva: nel campo delle vaccinazioni si comincia fare sul serio

COMUNICATO

CittadinanzAtCITTADINANZtiva Sicilia onlus Coordinamento provinciale

via Cavalieri della Stella – 090/3652961 98121 – Messina

Finalmente nel campo delle vaccinazioni si comincia fare sul serio. Ci riferiamo, in particolare, al documento approvato, all’unanimità, dalla Federazione degli Ordini dei Medici che ha previsto la radiazione di quei medici che sconsigliano, in assenza di precise controindicazioni, le vaccinazioni. Si dice che la nostra è la società dell’informazione. Infatti accanto ai giornali troviamo radio, televisione e internet. Ma l’aumento quantitativo di notizie ed informazioni è accompagnato da un proporzionale aumento della qualità dell’informazione? Molti indizi ci fanno rispondere di no. In particolare in alcuni settori sensibili, come quello della salute, la qualità dell’informazione è veramente bassa. Ciò è vero in particolare per quanto riguarda i vaccini, argomento sul quale sono fiorite delle vere e proprie leggende metropolitane. Passeremo, qui di seguito, in rassegna, avvalendoci anche di un ottimo e documentato libretto edito dalla regione Piemonte, alcune tra le più diffuse leggende sui vaccini.

La leggenda: Non serve vaccinarsi contro il tetano, perché in pronto soccorso somministrano il vaccino a tutte le persone che si sono ferite

 La realtà: esistono precise regole sul trattamento dei pazienti che si sono feriti. Tali regole sono riassumibili come segue (CDC 2011).

 

Precedenti dosi

vaccino tetanico

Anni dall’ultima dose Tipo di ferita Vaccino tetano Immunoglobuline

antitetano

>= 3 dosi < 5 anni qualsiasi tipo NO NO
>= 3 dosi > 5 anni ferite minori pulite NO NO
>= 3 dosi > 5 anni tutte le altre ferite (*) SI NO
>= 3 dosi > 10 anni qualsiasi tipo SI NO
< 3 dosi o stato

vaccinale incerto

  ferite minori pulite SI NO
< 3 dosi o stato

vaccinale incerto

  tutte le altre ferite (*) SI SI

 

(*) = come, ma non solo, ferite contaminate con sporcizia, feci, terra e saliva; ferite da puntura, intese come ferite prodotte da oggetti affilati e appuntiti quali aghi, chiodi, schegge, ecc.; exeresi; ferite da proiettili, da schiacciamento, ustioni e congelamento.

 

Come si evince dalla tabella, la decisione su quale profilassi adottare varia in base all’entità della ferita e al tempo trascorso dall’ultima vaccinazione antitetanica. Se la ferita non è di minore entità, in presenza di vaccinazione mancante o incompleta o stato vaccinale incerto, occorre somministrare contemporaneamente anche le immunoglobuline antitetano.

 

La leggenda: “Il tetano è facilmente curabile con i sali di magnesio”

La realtà: le affermazioni sulla terapia con sali di magnesio rappresentano una ”mezza verità”, infatti tra i vari farmaci che si utilizzano per curare il tetano c’è anche il solfato di magnesio; tuttavia dobbiamo sottolineare i seguenti fatti (Thwaites 2003):

– non esiste un farmaco che da solo è in grado di guarire dal tetano;

– il malato di tetano è sempre un paziente in condizioni cliniche critiche, tanto è vero che i casi di tetano generalizzato (la forma più frequente e grave di tetano) richiedono sempre il ricovero in rianimazione (terapia intensiva);

– quando il paziente guarisce, ciò è dovuto all’insieme dei trattamenti che vengono messi in atto in un’unità di terapia intensiva.

 La leggenda: Non occorre vaccinarsi contro il tetano, perché in caso di ferita il rischio di tetano può essere facilmente eliminato utilizzando l’acqua ossigenata

 La realtà: l’acqua ossigenata è dannosa per i tessuti e il suo uso nella detersione e disinfezione delle ferite non è ammesso (Singer 1997). Se ciò può essere irrilevante nelle ferite di entità minima, assume una particolare importanza in tutti gli altri tipi di ferita, soprattutto quando è necessaria l’applicazione dei punti di sutura o delle strisce adesive che talora sono usate in sostituzione dei punti. Nessun chirurgo si sognerebbe mai di trattare una ferita con acqua ossigenata!

La leggenda: Le malattie come polio e difterite iniziavano già a diminuire naturalmente prima che si iniziasse a vaccinare

La realtà: questa considerazione non tiene conto del fatto che si tratta di malattie soggette a riaccensioni epidemiche (con molti nuovi casi in un ristretto periodo di tempo) seguite da periodi interepidemici (con pochi casi). I periodi interepidemici durano circa 2-3 anni e sono seguiti da una nuova epidemia. Quando un programma di vaccinazione inizia durante un periodo interepidemico (cioè un periodo di pausa tra due epidemie) solo apparentemente i casi sembrano già spontaneamente diminuiti. In realtà, in assenza di vaccinazione, sono necessari due-tre anni perché si ricostituisca il cosiddetto serbatoio dei suscettibili, cioè le persone non immuni devono accumularsi per un po’ di tempo prima di dar luogo ad una nuova epidemia. Ciò che caratterizza l’efficacia del programma di vaccinazione sta nel fatto che scompaiono le epidemie.

La leggenda: L’immunità da vaccino è molto meno efficace di quella naturale

La realtà: la vaccinazione non è mai un atto individuale. Non si vaccina il singolo bambino, si vaccina una popolazione. Esistono quindi due aspetti: la protezione del singolo e la protezione della collettività tramite l’immunità di gruppo. Per quanto riguarda la protezione del singolo, è vero che alcune vaccinazioni producono una risposta immunitaria inferiore rispetto a quella indotta dalla malattia. Tuttavia questo inconveniente è compensato dal fatto che i programmi di vaccinazione estendono questa immunità a tutti. Ecco perché, nei Paesi in cui le strategie vaccinali sono state applicate con rigore e coerenza, le malattie prevenibili con la vaccinazione sono scomparse (polio e difterite in molti Paesi; morbillo, parotite e rosolia in Finlandia ecc).

La leggenda: malattie come il morbillo una volta non erano considerate pericolose: da quando c’è il vaccino vogliono farci credere che si tratti di malattie serie per convincerci a vaccinare i nostri figli

La realtà: più di un secolo fa i testi di Malattie Infettive già descrivevano il morbillo come una malattia potenzialmente grave. Abbiamo recuperato un testo tedesco del 1896 in cui le possibili complicazioni della malattia sono descritte in modo preciso (Dippe 1896): è rimarchevole il fatto che in un’epoca in cui la causa del morbillo era ancora sconosciuta, l’autore del testo descriva con molti dettagli le complicazioni della malattia che conosciamo bene ancor oggi, includendo tra queste anche la possibile sovrapposizione di infezioni batteriche. Prima che si avviassero programmi di vaccinazione contro il morbillo, questa malattia causava in Italia periodicamente delle importanti epidemie. Il numero dei decessi per morbillo in Italia è ricavabile dai dati ISTAT.

La leggenda: L’Italia è l’unico Paese europeo in cui si effettuano le vaccinazioni, all’estero i bambini vaccinati sono invece molto pochi

 La realtà: questa leggenda può essere facilmente smentita andando a cercare i dati sui programmi di vaccinazione e sulle coperture vaccinali raggiunte nei vari Paesi europei e nel mondo. Vi accorgerete che all’estero la percentuale dei bambini vaccinati è pari o superiore a quella degli italiani.

Restiamo a disposizione per fornire ulteriori chiarimenti che ci saranno richiesti.

Angela Rizzo                                                                            Giuseppe Pracanica

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *