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Alfano: “Basta con gli imam fai da te”: statuto e prediche in italiano

Il Consiglio per le relazioni con l’Islam riunito al Viminale ha proposto al ministro dell’Interno Angelino Alfano un documento per il riconoscimento dei ministri di culto musulmani. Si tratta, come ha spiegato lo stesso Alfano, di “uno statuto che non entra nelle questioni religiose ma chiede agli Imam un percorso civico di riconoscimento delle regole dell’ordinamento italiano”. Questo perchè in Italia “c’è sì piena libertà di culto ma le regole della preghiera non possono essere contro l’ordinamento”. Dunque gli imam dovranno avere una formazione civica e una conoscenza dell’ordinamento italiano e predicare nella nostra lingua. Questo darà loro la possibilità di accedere anche in luoghi protetti come carceri e ospedali, in un’ottica d’integrazione nel rispetto delle norme stabilite dalla Costituzione. Inoltre si ddovrà valorizzare il ruolo delle donne. Le prefetture ospiteranno tavoli interreligiosi per monitorare da vicino l’evolversi delle iniziative proposte nel documento. Al ministero dell’Interno, oltre al Consiglio per le relazioni con l’Islam italiano, che usufruisce dell’apporto anche di studiosi ed esperti, si è riunito il tavolo di confronto con i rappresentanti delle maggiori comunità e associazioni islamiche presenti in italia. Il documento presentato al ministero potrebbe essere recepito in un prossimo decreto governativo. Un altro punto ribadito da Alfano ha riguardato la lingua e le donne: “La predicazione deve essere in italiano” e “vogliamo valorizzare il ruolo delle donne nell’Islam che vivono in Italia. Tutti coloro che accetteranno lo statuto di Imam italiano avranno la possibilità di entrare in carcere e negli ospedali e di interloquire con le istituzioni”. Inoltre “attiveremo un tavolo interreligioso in ogni prefettura”. Insomma, ha continuato il respo

Il segretario del Pdl, Angelino Alfano, in una foto d'archivo. ANSA/ GIUSEPPE LAMI

nsabile del Viminale, “si tratta di un passo molto importante per garantire la pace e la sicurezza nel nostro Paese” in un momento in cui in Europa “spira un vento razzista e islamofobo che non ci piace. Tutti dobbiamo favorire il dialogo e riconoscerci sotto l’ombrello della Costituzione. In Italia ci sono un milione e seicento mila musulmani, è una risposta stupida considerarli fiancheggiatori dei terroristi”. Alfano ha ribadito il suo no agli “Imam fai da te in favore di una figura responsabile del suo ruolo anche davanti alla Repubblica italiana. Vogliamo una netta separazione tra chi prega e chi spara”.

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