editoriale

La riflessione di un messinese, cattolico democratico doc

A Messina, oggi, la credibilità di chi si propone come gestore della cosa pubblica si avvicina allo zero assolutPIPPO PRACANICAo, mentre chi pretende di rappresentare l’antipolitica, Accorinti, naviga tra il ridicolo e le barzellette, anche se trova abbondante consenso tra chi non vuole abbandonare la “cadrega” del consiglio comunale, ed anche tra chi, e sono molti, vuole eterodirigerlo. Per molti anni, Giovanni Frazzica ed i suoi amici, quasi in solitario, hanno cercato di ricordarci che una volta c’era un grande partito con idee e valori, una grande scuola politica, un partito di massa che, come è stato scritto, coniugava l’ispirazione confessionale con un approccio laico e pragmatico ai reali problemi della gente. Tipico esempio di tale metodo l’approvazione dello Statuto dei Lavoratori. Altri, anche a Messina, hanno cercato di coltivare un’illusione, quella neocentrista, ma oggi devono rendersi conto che sono giunti al capolinea. Il loro consenso elettorale è ormai impalpabile anche se, ancora oggi, tentano di destreggiarsi con la politica dei due forni. Ma solo nel Palazzo. Alle urne sono a livello di prefissi telefonici. Quella scuola politica, a cui si riferiva Frazzica, anche oggi e viva e vitale. Basta ricordare che a Palazzo Chigi siede un ex giovane democristiano che al Quirinale ha mandato un altro democristiano. Ma si tratta di democristiani che hanno fatto una scelta di campo e che hanno tentato di spostare, pur tra mille difficoltà, l’asse politico del centrosinistra verso il centro, cercando di parlare all’elettorato moderato, soprattutto a quello cattolico. Ma nel PD milita anche chi si rifà all’esperienza dossettiana, maturata attraverso un grande maestro, Benigno Zaccagnini, ci riferiamo a Dario Franceschini. A tale posizione guardano molti cattolici democratici messinesi, provenienti da esperienze diverse. Per tutti loro non si tratta di un ennesimo tentativo di  riposizionamento, ma di una scelta politica di fondo, maturata dopo lunghe riflessioni.    Giuseppe Pracanica

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *