politica

Si fa presto a dire Hotspot a Messina

 di Giovanni Frazzica

Il professore Antonio Mazzeo, peace-researcher e giornalista impegnato nei temi della pace, della militarizzazione, dell’ambiente, dei diritti umani e della lotta alle criminalità mafiose, ha incontrato una delegazione di CittadinazAttiva di Messina per illustrare le condizioni generali di funzionamento degli Hotspot la dove vengono realizzati e per valutare l’impatto che la realizzazione di una tale installazione potrebbe avere sul territorio provinciale e regionale. La delegazione, presa coscienza del pesante abbattimento del livello dei diritti dei migranti che tramite il personale dell’Agenzia Frontex, abilitata ad operare negli Hotspot, può essere esercitato, si è impegnata a riferire ai livelli provinciali, regionali e nazionali le informazioni acquisite, soprattutto per quanto riguarda in generale la salvaguardia dei diritti umani. “Gli operatori della Frontex – ha spiegato Mazzeo – non sono agenti di polizia che, come tali hanno un loro percorso professionale, etico ed un rapporto con lo Stato, sono bensì dei giovani contrattisti che devono sbrigare al meglio e velocemente delle pratiche. La procedura in atto è diversa perché preveda che la valutazione venga fatta da soggetti più idonei e che vi sia anche la possibilità di un ricorso da parte del soggetto interessato. Il giudizio degli operatori di Frintex è inappellabile e l’espulsione è immediata”.  Nei giorni scorsi è entrato nel mirino delle polemiche sull’Hotspot a Messina  il ministro dell’Interno Angelino Alfano, colpevole, secondo voci ricorrenti, di voler piazzare nella Città dello Stretto uno degli Hotspot che l’Italia deve realizzare per accordi con l’UE. Essendo Alfano anche leader Ncd, due suoi deputat,i Nino Germanà e Bruno Mancuso, hanno deciso di andare direttamente alla fonte per capire fino a che punto quel che si temeva potesse diventare realtà. Germanà si è recato a Roma per avere chiarimenti e che dichiara alla stampa: “Ho parlato con Mario Morcone, capo del dipartimento interessato che ha chiarito che a Messina verrà realizzata una struttura di prima accoglienza, ma che allo stato attuale non si è affatto deciso nulla in merito alla realizzazione di un Hotspot a dispetto di quanto trapelato. È vero però che esiste un progetto che interessa la caserma Gasparro, all’interno della quale si organizzerà un centro di accoglienza che sostituirà le tende indecenti di ricoveri arrangiati che ci sono in città, al fine di dare un’accoglienza che sia dignitosa. Dunque si sta parlando di una struttura di prima accoglienza e non c’è nulla di diverso dalle solite procedure. E in più si tolgono le tende. Queste sono le rassicurazioni che ho avuto personalmente. D’altro canto resterò vigile sull’argomento perché ritengo che l’unico modo per affrontare le cose sia farlo direttamente. Messina non ha tempo per stare dietro ai tafferugli tra gruppi politici. In casi come questi non si cavalca la polemica ma si cerca di dare un servizio e una tutela alla cittadinanza, cercando di capire come stanno le cose, non approfittando delle circostanze per fare campagna elettorale gli uni contro gli altri”. Anche il senatore Bruno Mancuso interviene sul caso: “Bagnarsi prima che piova è una vecchia metodologia radicata nella tradizione culturale siciliana e ben si addice a quello che sta avvenendo a Messina sulla presunta localizzazione di un hotspot in città. Capisco che a volte le supposizioni possono essere utili per rivisitare posizioni espresse in precedenza dall’amministrazione,  ma costruire sul nulla un vespaio di polemiche basate su notizie infondate mi sembra inopportuno, a meno che non si voglia distrarre l’opinione pubblica dai veri problemi della città. Ho raccolto le sollecitazioni di Daniela Faranda ed ho contattato il Ministero degli Interni e lo stesso ministro Alfano che hanno confermato l’insussistenza di queste voci, ribadendo che al momento nessuna decisione è stata presa in proposito”. La notizia, vera o falsa che sia, fatta circolare strumentalmente, cavalcata da chi a corto di argomenti vuol fare solo demagogia, ha comunque destato un certo allarme sociale.

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