solidarietà

Medici, volontari e mediatori: al Papardo nasce lo sportello per i migranti

L’AO Papardo e CittadinAnzattiva hanno firmato il protocollo d’intesa per la realizzazione di una rete di mediatori culturali volontari a supporto linguistico e culturale degli operatori sanitari e dei migranti bisognosi di aiuto. Per un’accoglienza vera. Per chi ha provato sulla propria pelle la fame, la violenza, la povertà, per chi ha messo il proprio destino su un barcone perché quella era l’unica speranza, per chi sbarca sulle nostre terre e da qui prova a ricominciare tutto da capo. Per i migranti. Anzi, per i fratelli migranti. Per loro è nato lo Sportello di Mediazione Culturale nei locali del Pronto Soccorso dell’Ospedale Papardo. Sarà un presidio sanitario che accompagnerà i migranti dalla banchina del molo fino a tutte le cure di cui avranno bisogno, stando accanto ad ognuno di loro. Uno sportello che mette insieme medici, operatori sanitari e mediatori culturali, in modo da poter comprendere davvero da vicino le esigenze, le richieste di chi sbarca e allo stesso tempo aiutare il lavoro di chi deve prestar loro le cure necessarie. Un esperimento in cui Messina arriva prima perché in Sicilia è la prima iniziativa di questo genere che unisce cuore, professionalità, dedizione, impegno, di chi fino ad oggi è stato sempre in prima linea. Così l’AO Papardo, nell’ottica di un ospedale sempre integrato, ha siglato una convenzione con CittadinanzAttiva per la realizzazione di una rete di mediatori culturali volontari a supporto linguistico e culturale degli operatori sanitari e dei migranti bisognosi di aiuto. Un protocollo d’intesa che nasce dal percorso intrapreso in questi anni di sbarchi e promosso dalla responsabile ufficio stranieri e ufficio servizio sociale, dottoressa Francesca Altamore e realizzato oggi grazie alla volontà dei vertici dell’ A.O.Papardo e alla disponibilità di CittadinanzAttiva. Il Direttore generale Michele Vullo ha sottolineato l’attenzione che l’ospedale ha mostrato fino ad oggi a ciò che accade purtroppo nel nostro mare. “Il sistema sanitario rappresenta uno dei primi approdi per chi arriva dalle sofferenze. Senza chiedere quanti soldi hanno in tasca, di che colore è la loro pelle o di che religione siano, il nostro dovere è quello di accoglierli in modo dignitoso. Questo sportello è un primo passo, puntiamo a far parte della Rete europea di ospedali culturalmente competenti, cioè in grado di accogliere tutte le diversità”. Il Presidente di CittadinanzAttiva, Giuseppe Pracanica, impegnato nella tutela dei diritti dei migranti, ha voluto soprattutto ringraziare il lavoro svolto da Clealia Marano e Angela Rizzo, responsabile del Tdm, entrambe ex esperte dell’Amministrazione Accorinti e dimissionarie proprio perché quel sistema di servizi sociali e assistenza che il Comune garantisce è estremamente carente, ne vi è la volontà di miglorarlo. Grazie all’aiuto dei mediatori abbiamo potuto comunicare, avere tutte le informazioni di cui avevamo bisogno e alla fine è andato tutto per il verso giusto”. Questa sarà una delle funzioni dello sportello. Partendo dalla consapevolezza che gli sbarchi non sono più da tempo fenomeni emergenziali e per questo vanno gestiti con un’attenta programmazione. A gestire l’avvicendamento e la reperibilità in emergenza dei mediatori culturali volontari sarà Clelia Marano, la stessa che non è mai mancata sulla banchina del molo Marconi durante gli sbarchi che si sono susseguiti in questi anni. Insieme ai volontari Darbor e Ahmid e al responsabile Asp 118 sbarchi, dott. Picciolo in prima linea nelle azioni di primo soccorso dove vengono visitati i migranti e compilata apposita scheda sanitaria e alla presidente dell’Associazione Penelope, Restuccia impegnata nei programmi riguardanti la tratta e lo sfruttamento dei migranti, hanno illustrato come si verificano gli step del soccorso degli stranieri dove loro, ognuno per le proprie competenze, occupano ruoli strategici che da oggi culmineranno col trasferimento dei migranti bisognosi di cure mediche e supporto linguistico/culturale all’Ospedale Papardo. “Lo sportello aprirà allo sbarco e non chiuderà più. Ci saranno 5 mediatori, di cui 3 uomini che parlano inglese, francese, arabo e una serie di dialetti africani, una donna siriana e una nigeriana” ha spiegato Clelia Marano, che sognava questo sportello dal primo sbarco insieme al responsabile del 118 Picciolo.

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